La musica usa diversi linguaggi per rivolgersi agli uomini. Che sia attraverso sinfonie ermetiche o indimenticabili show pirotecnici, le note di ogni artista che abbia mai calpestato le epoche del mondo hanno sempre cercato di catturare un ineffabile segmento di emozione dall’infinito cosmo delle idee affinché raggiungesse la circoscritta dimensione della terraferma per provare a smuoverne i sentimenti.
Esistono poi delle esperienze sensoriali uniche, che cercano di intraprendere il percorso in senso opposto, condurre cioè il pubblico a elevare la propria percezione verso altri tipi di realtà che esistono, sopiti, dentro e oltre ciascuno di noi.


Il tour “AURAL” del compositore e pianista milanese Roberto Cacciapaglia, che il 23 aprile è passato da Firenze, nasce dall’intento di far ascendere la sensibilità umana verso universi inesplorati, verso un’accresciuta consapevolezza di una quotidianità che dopo serate come questa non sarà più la stessa.
Giova ricordare che appena un anno fa ricorrevano i cinquanta anni dall’uscita di “Sonanze”, ll leggendario esordio ed il primo esempio di pubblicazione quadrifonica in Italia. Quell’album fu l’inizio di una carriera incredibile, che ha visto poi questo musicista divenire uno degli alfieri della musica elettronica e sperimentale: ventitré album di studio, infinite collaborazioni con orchestre di tutto il mondo, realizzazione di colonne sonore sono solo una parte del suo curriculum musicale; un lavoro prolifico costellato dalla capacità innata di fondere classica, elettronica, lirica e minimalismo tanto che per qualità e talento, personalmente, mi piace inserirlo tra gli innovatori come Karlheinz Stockhausen. Un percorso quello di Cacciapaglia che per essere raccontato nella sua interezza, richiederebbe probabilmente ben altri spazi.
Il Teatro Niccolini di Firenze è la sede eletta per questa tappa del tour, che si sta preparando stasera a un clamoroso sold out per questo evento eccezionale, mentre il pubblico di ogni età affluisce in ogni ordine di posto. Sul palco ancora vuoto spicca già la sagoma del pianoforte a coda, che accompagnerà Cacciapaglia per tutta la performance.
Il Maestro inizia a dipingere musica alle 21,15, eseguendo il primo elemento di una set list corposissima di ben venti brani, dando vita sino da subito ad una musicalità sfumata contraddistinta da atmosfere soffici; le sue mani scorrono agili sui tasti, accompagnate anche da una mimica suggestiva, con il pubblico che ammira in religioso silenzio come estasiato dalla potenza evocativa dei suoni. Dopo l’incipit in solitudine, fanno il loro ingresso sul palco la bravissima Clarissa Marino ai violoncelli e le sensazioni elettroniche che provengono dalla postazione di Gianpiero Dionigi.
Nella prima lunga parte, i brani sembrano essere legati come in un’unica suite, interrotti solo dagli applausi scroscianti della platea. Un susseguirsi di pezzi di rara bellezza come “Lumina”, la melodia in crescendo di “The Future” (uno dei quattro movimenti sinfonici da “Olympia”, il poema sinfonico ideato per le recenti Olimpiadi invernali) e “Sonanze II” rendono il palcoscenico un’architettura sonora in continuo movimento.

Un’esperienza immersiva e sperimentale in cui perfino il tratto di suono più minimale riempie la sala di un’energia inedita e sorprendente, merito anche della particolare timbrica del pianoforte, accordato con una speciale intonazione atta a vibrare in maniera unica per creare queste affascinanti sinfonie che cullano la platea in un’atmosfera quasi meditativa.
Sulle note di “London Sleeps”, quasi una colonna sonora, la maestosità dell’arrangiamento probabilmente uno dei vertici dell’intera performance, anche se non è da meno la stupenda “Moonrise”, con la Marino superlativa agli archi.
Dopo “Nuvole Di Luce” e ben sedici brani, Cacciapaglia si concede finalmente una breve pausa per presentare i compagni di avventura del tour e ringraziare il pubblico di Firenze, una città che pulsa di arte e storia, dove ritorna sempre con piacere.
È il momento di “Oceano”, uno dei brani più amati dai fan, durante il quale l’artista, fa posizionare un microfono rivolto verso la platea per catturarne la voce intonata al diapason, nota con cui si accordano sia gli strumenti che i corpi umani; una forma di partecipazione attiva al brano perfettamente riuscita. Dopo questa sorta di esperimento sonoro, ecco la bellissima “No More Violence”, una canzone scritta più di venti anni fa e tornata oggi drammaticamente attuale. Unico brano cantato e proposto per la prima volta a Firenze in questa versione struggente. La chiusura è affidata a “Wild Side”, prima che l’artista si conceda ad un’ovazione interminabile del pubblico.
Inevitabile il richiamo on stage che arriva puntuale nell’encore di “Atlantico”, tratto dal suo album “Quarto Tempo” del 2007; un pezzo profondamente significativo dello stile classical crossover e che si attua nella perfetta fusione tra piano e archi.
Il perfetto finale di una serata che chiamare spettacolo sarebbe quasi riduttivo; il Maestro Cacciapaglia mette in scena quasi un rituale, un’esperienza collettiva e anticonvenzionale che supera i canoni degli show moderni ma che forse ci ricollega a una qualche esperienza ancestrale di condivisione e elevazione dello spirito.
Questo incredibile viaggio musicale proseguirà con le sue ultime tappe il 29 aprile, al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano ed il 9 maggio a Roma, Auditorium Parco della Musica.
SET LIST
1) Perfect Darkness
2) Stillness
3) Red Interlude
4) Lumina
5) Time To Be
6) Atlantis
7) The Future
8) Sonanze II
9) Meteora
10) Actus
11) London Sleeps
12) Angel Falls
13) Moonrise
14) Double Vision
15) Endless Time
16) Nuvole Di Luce
17 )Oceano
18) No More Violence
19) Wild Side
Encore
20) Atlantico
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