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Album 2026 Recensioni SOMMARIO

FABIENNE ERNI – Starveil

FABIENNE ERNI – Starveil
Anno 2026 – Voto: 8,5/10 * 

Immergersi nell’ascolto di Starveil , primo album da solista di Fabienne Erni, è come sfogliare un libro d’incantesimi. La giovane cantante e musicista svizzera, già front lady della nota band folk metal degli Eluveitie nonché della formazione più prog oriented degli Illumoshade, gioca la carta dell’autoproduzione, azzardando un lavoro libero da logiche commerciali e di fatto regalandoci un caleidoscopio di tutta la sua arte.

L’album si apre con “Varen”, brevissima introduzione dove il canto etereo di Fabienne apre i cancelli che portano nel suo universo musicale. “Sky’s Breath” è il singolo che avevamo gia incontrato mesi addietro. Introdotto da un suono d’arpa suonata dalla stessa Fabienne. Il brano ha delle sonorità metal sinfoniche con un ritornello catchy alla Within Temptation. Dietro il canto principale c’è sempre un tessuto di voci eteree che ben si fondono con il suono d’arpa, a sostegno del significato del brano dove la natura ed il cielo simboleggiano un risveglio spirituale. E di rinascita interiore si parla anche nel brano seguente: “Ritual”, anche se con modalità diverse. Ospite in questa traccia è la cantante Lena Scissorhands, della band metal degl’Infected Rain, band presente in questo caso con i tre quarti della formazione , poichè appaiono anche Eugene Voluta alla batteria e Vadim Ojog alla chitarra e basso, entrambi presenti in tutte le tracce di “Starveil”.

Come è lecito aspettarsi “Ritual” ha un suono cupo, con riferimenti al metal gotico, e la voce aggressiva di Lena fa da contrappunto a quella evanescente di Fabienne. La musica si sviluppa proprio come un cerimoniale sonoro, con un crescendo d’intensità che arriva al suo culmine con la voce di Lena. S’invoca una forza interiore che possa trasformare il dolore in forza, per poter finalmente rinascere.

Melodia e ritmo sono due ingredienti che fanno di “Stone By Stone” una delle tracce memorabili di quest’album, dall’atmosfera folk e luminosa che ricorda certi passaggi della band principale di Fabienne: gli Eleuveite, senza però le asperità che caratterizzano il sound del gruppo. Anche qui il tema del cambiamento interiore è predominante, ma non è una cosa che avviene repentinamente, deve passare attraverso un lento procedimento di ricostruzione di se. È facile innamorarsi di questo brano già dal primo ascolto, poiché trasuda positività e speranza. Ma le sonorità folk esplodono letteralmente nella title-track, e “Starveil” ci trascina in una danza dal sapore celtico. Si può considerate il cuore narrativo e simbolico dell’album, che può essere interpretato come un viaggio dell’anima. La stessa parola “Starveil” è un gioco di parole che può essere interpretato come un “velo fra le stelle”, cioè il confine invisibile che ci separa dal mondo spirituale. Noi stiamo superando quel confine, e la nostra anima è piena di gioia e di luce.

Vicina alle melodie degli olandesi Blackbriar, “Living And The Dead” ci parla del legame fra i vivi ed i morti, ma lo fa attraverso una musica leggiadra, delicata, accomoagnata da suoni d’arpa. Si entra in un meraviglioso mondo fantasy con “Shaelun Vyrathi”, , un brano breve ed  intenso intriso di misticismo. Questo, come altri brani dell’album, non è cantato in inglese ma in una lingua inventata, dal cui suono si può dedurre forse l’invocazione ad una forza superiore.


Ma “Starveil” è come una tavolozza piena di colori diversi, infatti con il brano seguente “Forged In Me” si cambia totalmente tono, ed ascoltiamo una canzone abbastanza semplice che ricorda per certi versi lo stile di Hayley Williams dei Paramore. Si parla di una forza che si crea dentro di noi nata dalla resistenza alle avversità ed al dolore. “Forged in me” è forse uno degli anelli deboli di questo full length insieme ad un altro brano:  “Call Beyond Time”, una melodia semplice che non convince appieno e spezza un po l’intensa atmosfera di misticismo di questo lavoro, senza però sovvertirne i significati profondi. Per fortuna “Never Let Go” rimette le cose al posto giusto. Il brano riprende il tema di “Shaelun Vyrathi” ma in un contesto più ritmico, a dimostrazione del fatto che tutte le tracce dell’album sono collegate fra loro in una sorta di narrazione o cammino. Ci troviamo di nuovo in universo mistico con una melodia che ancora una volta ha qualche debito con i Within Temptation. Cantata in inglese, “Never Let Go” è un invito a non lasciare andare ciò che per noi è importante, anche nei momenti di estrema difficoltà.

Si rientra nei luoghi del misticismo con “Elren”, traccia molto breve introdotta da una viola accompagnata da una percussione fino all’arrivo di un canto misterioso che sembra giungere da lontano. Cantato nella lingua inventata “Elren” è l’incontro con se stessi ad un livello più profondo. Ma passiamo davvero il confine con “Thalen Muron”, una traccia profondamente ritualistica con percussioni e canto che si avvicina all’universo sciamanico scandinavo , quello dei Wardruna o di Eivør. “Thalen Muron” rappresenta la soglia finale, quella nella quale si abbandona il vecchio “se” per abbracciare qualcosa di più grande. I vocalizzi e le parole inventate fanno parte di un linguaggio evocativo ed emozionale che si avvicina all’universo fantastico creato da Tolkien nella sua lingua degli elfi. È un riconnetersi con l’essenza più profonda della natura a cui anche l’uomo appartiene. Di “Call Beyond Time” abbiamo già parlato in precedenza. Qui ritorna la lingua inglese e  si fa riferimento ad una voce interiore, una sorta di guida, che va al di là del tempo e dello spazio.

Ma il finale è affidato ancora una volta alla magia .”Lullaby Echo” è una sorta di ninna nanna spirituale, un canto che diventa rifugio rassicurante., una voce interiore che risuona anche quando intorno c’è solo silenzio: “…Starveil calls to all who dare to seek”.

“Starveil” è un album incantevole il cui ascolto rompe tutti gl’indugi ed ammalia con la sua forza evocativa, a volte intima ed altre volte possente, che rivela tutto il grande talento dell’artista svizzera. E sebbene non tutti i colori di questo affresco spirituale abbiano la stessa intensità , il quadro complessiva è di una magia tale che se ne resta per sempre innamorati.

Lineup – Fabiene Erni: Vocals and Harp; Michael Hirst: Guitars & Bass; Vadim Ojog: Guitars & Bass; Hannes Bachofner: Electronic; Coen Strouken: String; Eugene Voluta: Drums.

SCHEDA *

ARTISTA: Fabienne Erni

TITOLO: “Starveil”

ANNO: 2026

ETICHETTA: Autoproduzione

GENERE: Folk Metal, Symphonic Metal

VOTO: 8,5/10

PAESE: Svizzera

Tracklist

1) Vareon

2) Sky’s Breath

3) Ritual (feat. Lena Scissorhands)

4) Stone By Stone

5) Starveil

6) Living And The Dead

7) Shaelun Vyrathi

8) Forged In Me

9) Never Let Go

10) Elren

11) Thalen Muron

12) Call Beyond Time

13) Lullaby Echo

Potete leggere la versione inglese di questo articolo su femmemetalwebzine.net

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