

Anno 2025 – Voto: 8/10 *
L’uscita di “Wonderlust”, nono album dei Pavlov’s Dog, pubblicato il 3 ottobre per l’etichetta Ruf Records non cade in un momento casuale. Nel 2025, infatti, ricorrono i cinquanta anni da “Pampered Menial”, il capolavoro d’esordio che pose la band all’attenzione del pubblico nel 1975, in un momento di importanza cruciale poiché segnava la definitiva consacrazione del progressive anche negli Stati Uniti, dove le sonorità del genere non erano mai riuscite ad attecchire.
Come non ricordare quando dalle casse dello stereo, si diffondevano le note di “Julia”, una delle più belle ballate prog mai composte, incastonata in un disco che in quanto a qualità non aveva niente da invidiare ai capolavori del repertorio europeo, che forse arricchiva con un’impronta raffinata ed inedita riuscendo perfino a raccogliere attorno a sé una platea numerosa.


Tra cambi di line up, lunghe pause, vicissitudini e qualche lutto, la band è riuscita a tenere vivo il progetto grazie al carisma e lo spessore del suo frontman, il vocalist e polistrumentista David Surkamp, interprete dal talento peculiare che ha reso iconico e memorabile lo stile del gruppo con la sua particolarissima (e apprezzatissima) vocalità esasperata fino ai limiti dell’androgino.
A distanza di cinquant’anni da quell’esperienza, con i Pavlov’s rivoluzionati tanto nell’organico quanto nello spirito, orientato oggi su una sensibilità più tipicamente rock, “Wonderlust” si presenta come un album che si distacca in parte dalle origini prog della band pur abbracciando una sonorità comunque elaborata, dove gli arrangiamenti si intrecciano in un elegante sodalizio tra elettronica e neoclassicismo, accompagnando a tastiere e chitarre il fascino vintage di una sezione d’archi.
“Anyway There’s Snow” detta immediatamente la linea di questo nuovo percorso artistico con una solida armonizzazione tra pianoforte, chitarre e l’ottimo violino di Abbie Steiling che colora con briosità un’alchimia che si ripresenterà in gran parte dell’album. Al centro di ogni pezzo, ovviamente, la performance vocale di Surkamp, coadiuvato tra l’altro dalla moglie Sara (venuta purtroppo recentemente a mancare), che compare al canto in vari brani. La voce del frontman, va detto, è pressoché irriconoscibile rispetto al passato, ma non per questo ha perduto carisma e presenza, corroborandosi forse di un nuovo calore che sostituisce al precedente lirismo, una rinnovata veste fatta di esperienza e venerabilità.
Le sue interpretazioni scivolano di pezzo di pezzo in un attraente gioco di contrasti, tra occasionali suggestioni Adult – oriented rock, le impressioni country/blues di “Collingwood Hotel” o vivendo dell’energia hard rock di “Can’t Stop The Hurt”. Allaparte finale del disco viene consegnata l’eredità puramente prog di questa band: i pezzi “I Told You So” e “Canadian Rain” (che furono scritti dallo stesso Surkamp assieme allo scomparso membro fondatore Doug Rayburn), trasudano impetuose in un’atmosfera carica di elettricità con le chitarre finalmente libere di sprigionare tutta la loro potenza insieme al basso stratosferico da parte di Rick Steiling che offre qui il meglio del suo repertorio.
“Another Blood Moon” è un’altra perla che, pur nella nuova veste sonora della band, sembra occhieggiare al motivo del brano “Episode” di “Pampered Menial” creando un ponte incredibile che attraversa quindi cinque decadi di storia della band. Toccante anche la dedica al compianto violinista degli esordi Siegfrid Carver nello strumentale “Calling Sigfried” che si dipana tra climi jazz/rock, forse l’unica concessione a reminiscenze canterburiane. Il lavoro si chiude con “I Wait For You”, momento sinfonico e onirico ad esaltare gli intarsi tra il canto, il violino e il piano.
Se la bravura di un musicista si deduce anche dalla versatilità legata ai tempi che si modificano, Surkamp ed il suo gruppo dimostrano con “Wonderlust” di valere ancora tanto grazie a un’interpretazione eccellente del sound contemporaneo. Pur distante dall’epicità di “Pampered Menial” di cui comunque questo album non rinnega i sapori come abbiamo visto, il nuovo corso dei Pavlov’s Dog risulta gradevolissimo all’ascolto, dotato di una grazia ammirevole capace di farsi apprezzare dai fan storici così come dal pubblico moderno. D’altronde mai come in questo caso vige il vecchio motto “la classe non è acqua”.
Line up – David Surkamp: voce, chitarra, chitarra a 12 corde; Sara Surkamp: voce; Abbie Steiling: violino elettrico 5-corde, violino acustico; Rick Steiling: basso elettrico, percussioni; Mark Maher: Gran piano, organo, sintetizzatore; Steve Bunck: batteria; Phil Ring: chitarra elettrica
Guests: Brian Clarke: tenore; Saylor Surkamp: soprano; Steve Barron: chitarra acustica – “ Conditioned Response” String Quartet: Carolina Neves: violin; Abbie Stelling: violino; Matt Pickart: viola; Ranya Iqbol: cello
SCHEDA *
ARTISTA: Pavlov’s Dog
TITOLO: Wonderlust
ANNO: 2025
ETICHETTA: Ruf Records
GENERE: Progressive rock
VOTO: 8/10
PAESE: Stati Uniti
Tracklist
1) Anyway There’s Snow
2) Jet Black Cadillac
3) Another Blood Moon
4) Collingwood Hotel
5) Solid Water, Liquid Sky
6) Can’t Stop the Hurt
7) Calling Sigfried
8) I Told You So
9) Canadian Rain
10) I Wait for You
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