VeroRock
Image default
Live Report SOMMARIO

ANDY (from BLUVERTIGO) & THE BOWIENESS: un tributo stellare da Ziggy Stardust al Duca Bianco!

POTENZA, Cineteatro Don Bosco, 28/12/22 – Durante le vacanze natalizie, tra un cenone e l’altro, è sempre un piacere staccare da questa “comandata” frugalità per apprezzare e riscoprire alcuni degli artisti che hanno letteralmente segnato la storia della musica moderna, sia essa rock, pop, psichedelia o world music/elettronica nell’arco di più di cinquant’anni di onorata carriera. In questo senso, la figura si sua maestà David Robert Jones, in arte David Bowie, corrisponde perfettamente alla descrizione appena data di icona moderna in campo artistico e musicale: un artista di fama internazionale che non ha alcun bisogno di ulteriori presentazioni! A distanza di quasi sei anni dalla sua tragica e prematura scomparsa, ancora oggi il suo lascito artistico è vivo nella memoria e nelle orecchie di tutti i suoi affezionati, venendo costantemente tributato nelle forme più disparate e da molti artisti e tributi a lui spesso dedicati. Quale occasione migliore se non quella di ripercorrere le tappe più salienti della sua longeva carriera attraverso la performance di uno dei musicisti italiani a lui più legati?

Nell’ambito della rassegna “Live on Stage”, organizzata dallo staff del Cineteatro Don Bosco di Potenza assieme alla PDC Management già dal 2019 e che ha visto l’esibizione delle principali tribute band italiane, non poteva certamente mancare un tributo speciale anche al “Duca Bianco”, interpretato in questa occasione da un ospite d’eccezione e particolarmente seguito dal popolo lucano ormai da tempo. Il leggendario Bowie è stato infatti omaggiato da un personaggio di alto profilo nel panorama musicale italiano, quale appunto Andy (Andrea Fumagalli), storico frontman dei Bluvertigo, accompagnato in questa mini tournée nel Sud Italia di fine dicembre (il 27 alle Officine Cantelmo di Lecce, il 28 al Don Bosco di Potenza e il 29 al Palazzo Roma di Ostuni – n. d. r.) da una lineup composta da musicisti di alta caratura tecnica ed esperienza. Stiamo infatti parlando dei Bowieness, tributo al genio rivoluzionario di Bowie che ne ha ripercorso i punti più salienti del suo rivoluzionario repertorio per quasi due ore di pura magia musicale. Il gruppo è composto, come dicevamo, da professionisti del settore, conosciuti ai più per le loro molteplici collaborazioni con nomi di spicco: Alessandro De Crescenzo (chitarra, Cesare Cremonini), Andrea Squizzato (batteria), Paola Zadra (basso, Fedez, Stef Burns, Matia Bazar, ecc.), Alberto Linari (tastiere), oltre a Nicole Pellicani (cori) e Lillya (synth e performance artistiche).

Lo show, andato in scena al Cineteatro Don Bosco di Potenza Mercoledì 28 dicembre 2022, ha ripercorso quindi le principali tappe della carriera musicale e artistica di Bowie, senza un vero e proprio filo cronologico, bensì seguendo un’interpretazione personale offertaci dal nostro Andy e dai suoi Bowieness. La particolarità di questo spettacolo, che ha visto la partecipazione abbastanza numerosa di giovani e “diversamente” giovani, è stata proprio lo stretto connubio tra musica e performance visuale. Alle note dei brani più celebri del repertorio sono state infatti affiancate proiezioni di immagini di Bowie durante le sue molteplici “evoluzioni artistiche”, unitamente a luci e colori che ne hanno di volta in volta presentato filologicamente le atmosfere temporali.

Sono da poco trascorse le 21.30 quando sale sul palco la sensuale Lillya ad accendere le valvole dei synth su cui sfuma l’opener “Station to Station”, accolta da un caloroso applauso del pubblico potentino. Uno ad uno i musicisti salgono on stage sull’incedere lento del brano (estratto dall’omonimo disco del 1976 – n. d. r.): nonostante la non esigua durata del pezzo, i nostri sono stati capaci di ricreare esattamente il mood con il quale era stato originariamente concepito, così come l’interpretazione canora di Andy. Soprattutto, la difficoltà insita nei cambi di tempo e di tonalità è stata eseguita con una disarmante scioltevolezza da tutto il combo. Andando a ritroso nel tempo, si passa alla rinomata “Changes” (da ‘Hunky Dory’ del 1971 – n. d. r.), la cui melodia del ritornello è accompagnata da duetti costanti tra Andy, Nicole ed Alessandro, mentre il piano di Alberto si alterna tra momenti pacati ed altri tipicamente rock’n’roll, accompagnati dall’audience che intona a memoria le liriche in un unicum corale.

Dopo un breve e quantomani sentito ringraziamento da parte di Andy a tutti i presenti e a coloro che hanno reso possibile questo evento da lui molto voluto e sentito (Peppe, Gianni e Antonello), siamo catapultati a metà degli anni Ottanta con le atmosfere eteree di “Absolute Beginners”, una rock song dal sapore malinconico esaltata dai tappeti sinfonici delle tastiere e dal solo di sax nel bridge finale. Sempre da ‘Station to Station’ viene eseguita un altro brano dal sapore rockeggiante, “Stay”, su cui il basso di Paola si cimenta in un groove pazzesco, accompagnato dalle pelli e dalle percussioni dell’esperto Andrea: sul cantato quasi parlato di Andy, da apprezzare gli arrangiamenti quasi funky di Alessandro alla sei corde e ai cori ma in generale di tutta la band. Siamo entrati a tutti gli effetti nel vivo dello show sull’arpeggio di “Life on Mars?”, uno dei brani manifesto della poetica artistica di Bowie, interpretata magistralmente dai nostri, con la presenza di una luccicante farfalla umana (Lillya) che avvolge Andy durante l’esecuzione. A più di qualcuno dei presenti sarà certamente scesa una lacrima sul viso, data l’intensità con la quale è stato interpretato questo capolavoro senza tempo. Non c’è nemmeno il tempo di rifiatare che eccoci trasportati nella storica collaborazione tra Bowie e i Queen sulla celebre “Under Pressure”, altro cavallo di battaglia di cui si è scritto e detto già molto, forse troppo. Ciononostante, è sempre un piacere riascoltarlo pensando a due giganti e amici quali erano Freddie Mercury e Bowie: anche in questo caso, le armonizzazioni vocali e i cori diventano la linfa vitale di tutta la performance.

Sostenuta da applausi incessanti, un’altra hit del periodo glam rock, “Rebel Rebel” (da ‘Diamond Dogs’ del 1974 – n. d. r.), ha letteralmente scatenato tutti i presenti che, incitati dallo stesso Andy, non si sono fatti di certo pregare per ballare e cantare questo inno generazionale. La prima parte dello spettacolo termina con la stupenda “Starman”, una vera e propria perla tra uno dei dischi a cui il sottoscritto è da sempre affezionato (‘The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars’ del 1972 – n. d. r.): tra pianoforte e chitarra acustica, le strofe decantate da Andy riescono magistralmente a ricreare le atmosfere catartiche del brano. Applausi meritatissimi accolgono i nostri, prima di concederci tutti una pausa ricreativa tra una birra ed un saluto ad amici e conoscenti, appagati da questa performance di assoluto valore artistico.

Si riparte poi con uno dei brani della produzione di fine anni Novanta, “I’m Afraid Of Americans” (dal controverso e sperimentale doppio album ‘Earthling’ del 1997 – n. d. r.), che risente indubbiamente del periodo alternative, tra sequencers, un sound dal sapore industrial (quasi vicino alle derive coeve dei Nine Inch Nails di Trent Reznor). Ricordo bene la sua uscita all’epoca, con il suo messaggio politicizzato che destò non poche perplessità così come la sua musica “di sintesi”: ancora oggi però questo pezzo ci mostra l’infinita versatilità artistica di Bowie, capace sempre di stare al passo con i tempi!

Torniamo negli anni Ottanta con le ritmiche quasi dance di “China Girl” (non a caso da un album che si chiama per l’appunto ‘Let’s Dance’ del 1983 – n. d. r.), su cui si staglia la voce baritona di Andy, accompagnata dalle chitarre clean e dagli effetti di tastiere, mentre il 4/4 di batteria e il basso pulsante caratterizzano un’altra esecuzione fantastica e molto apprezzata da tutti. “Fashion” (da ‘Sacry Monsters’ del 1980 – n. d. r.) continua sulla stessa scia del brano precedente, con un incedere più sincopato ma pur sempre ballabile, con le parti corali che si alternano al cantata delle strofe, supportate da un altro solo di chitarra che si ritaglia ancora una volta un ruolo di primo piano.

Da queste atmosfere dal sapore “reganiano” si passa, invece, ad una delle composizioni più introverse e riflessive dell’intero repertorio del Duca Bianco: “The Man Who Sold the World” (dall’omonimo album del 1970 – n. d. r.) è scandito dalla voce di tutti i presenti che intonano un altro capolavoro della storia della musica contemporanea. L’organo scandisce le ritmiche lente e malinconiche del brano, ancora una volta scandito dal celebre solo della sei corde che ne ha caratterizzato la notorietà sin dalle sue origini.

Non poteva però mancare anche un omaggio ad un altro degli alter ego interpretati da Bowie, con la bellissima e toccante “Ziggy Stardust” introdotta dall’immortale riff iniziale: anche su questo pezzo non ci sono parole per descrivere il pathos provato anche questa sera nella rilettura personale offertaci da Andy e dai suoi Bowieness!

“Space Oddity” (dall’omonimo secondo disco di Bowie del 1969 – n. d. r.) ci conduce verso la conclusione di questa serata memorabile, contraddistinta da atmosfere psichedeliche dal sapore sinfonico: un altro must della musica mondiale che nessuno può disconoscere!

Richiamati a gran voce per il consueto bis finale, i nostri ringraziano nuovamente tutta l’audience accorsa in questa occasione, dedicandoci altri due capolavori del Duca Bianco, forse tra quelli più conosciuti anche tra gli eretici per fortuna (o si spera) assenti quest’oggi. “Ashes To Ashes” è un altro di quei brani che rimarranno sempre nel cuore di chi vi scrive, rapito dalle sue melodie ipnotiche, capace di far ballare l’intero Don Bosco, ormai letteralmente rapito dalla magia di Bowie!

A calare definitivamente il sipario di questo show ci pensa la celeberrima “Heroes”, manifesto sonoro ed estetico del nostro eroe immortale, nonché tra i brani più rappresentativi della sua rinomata “trilogia berlinese” (dall’omonimo album del 1977 – n. d. r.). Poco da aggiungere a questa esecuzione se non il piacere di rivedere un’intera platea ballare sotto il palco l’intero pezzo, accompagnando i nostri verso l’epilogo di questo evento veramente gradito e apprezzato da parte del pubblico che ha saputo degnamente omaggiare, assieme ad Andy e ai suoi fantastici musicisti, il genio di Bowie!

ANDY (from BLUVERTIGO) & THE BOWIENESS setlist:

“Station to Station”

“Changes”

“Absolute Beginners”

“Stay”

“Life on Mars?”

“Under Pressure”

“Rebel Rebel”

“Starman”

“I’m Afraid Of Americans”

“China Girl”

“Fashion”

“The Man Who Sold the World”

“Ziggy Stardust”

“Space Oddity”

Encore:

“Ashes To Ashes”

“Heroes”

Related posts

PINO SCOTTO: torna live il prossimo 26 marzo al Legend Club Milano!

Redazione

FACES OF DEATH TOUR: cambio data!

Redazione

SONIC PARK MATERA 2022: il programma della prima edizione del festival, dal 16 luglio al 3 agosto!

Redazione

Leave a Comment

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.