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Live Report SOMMARIO

LOUD AND PROUD FEST @ Legend Club: Vi raccontiamo la serata Folk!

Il Loud And Proud Fest è finalmente tornato ed in collaborazione con Legend Club, Truck Me Hard e Bagana, Milano ha visto le sue “4 giornate”, ognuna a tema (Metal) diverso. Sono molto contenta di potervi raccontare come si è svolta la serata Folk, che ha visto 4 band degne rappresentanti del genere esibirsi:

ELVENKING

FUROR GALLICO

VEXILLUM

CALICO JACK

CALICO JACK

Band milanese non ancora molto nota, ma sicuramente meritevole, ha il compito di aprire le danze. Il quintetto, in abiti pirateschi, porta sul palco un folk metal abbastanza speed che personalmente mi dà l’idea di una fusion tra gli Alestorm (dai quali forse si sono ispirati anche per la parte visiva) e Finntroll, tanto che ad un certo punto mi è rivenuta in mente Trollhammaren. Il pubblico, che a metà esibizione inizia considerevolmente ad aumentare, li trova molto coinvolgenti, perché i 5 sanno anche tenere il palco molto bene e scaldare a dovere l’audience, cosa che a volte non vedo fare dalle band di apertura, forse troppo impacciate. Ottimo modo per iniziare la terza serata di Loud And Proud!

Setlist:

Intro

Broadside Attack (inedito)

Where Hath Th’ Rum Gone?

Maracuder (inedito)

Haul Away Joe

Grog Jolly Grog

Straits Of Chaos

VEXILLUM

È il momento dei toscani Vexillum, band che negli anni ha saputo ritagliarsi la sua fetta di notorietà. Il loro metal è perfettamente in linea con la serata, nonostante sonorità più dirette, meno strumenti e gente sul palco, più basi e cori. Dario Vallesi, front-man, sembra essere molto in carica stasera, col suo stile che spesso sconfina in direzione Power, richiamando in alcuni punti le voci Helloweeniane. Francesco, il bassista, manca oggi all’appello perché in tour con i Freedom Call e quindi sono state messe delle basi con le linee di basso per ovviare alla sua assenza.

Come potete immaginare, tra una canzone e l’altra è necessario intrattenere il pubblico per dar luogo ad una performance completa e ciò è un elemento oltretutto fondamentale, se vuoi esibirti davanti a tanta gente.

La band ha talento ed oltretutto l’audience conosce e dunque partecipa cantando su diversi brani, scatenandosi; ormai la sala è già piena ed è un vero piacere vedere tanta gente a supportare questa giornata di Folk Metal interamente italiano, sono molto soddisfatta.

Setlist:

Sons of a Wolf

When a Good Man Goes to War

Avalon

The Tale of the Three Hawks

The Marketsquare Of Dooley

FUROR GALLICO

Breve pausa di cambio palco e salgono i Furor Gallico, che non hanno bisogno di presentazioni, perché anno dopo anno questa band milanese è riuscita a costruirsi il suo pubblico, portando una proposta che si differenzia rispetto al classico Folk. Le atmosfere tipiche restano, ma effettivamente si alternano a ritmiche che vanno ad intaccare anche la sfera del Death Metal e per chi non avesse mai visto la loro formazione, la stessa include arpa e flauto più “i classici”, riuscendo a creare un ensemble raro.

Ed è proprio sul flauto che vorrei soffermarmi un attimo, perché il bravissimo Massimo Volontè ci regala un’esibizione molto vigorosa (a volte intervallata da parti col mandolino), che assolutamente riesce a farsi rispettare dai riff di chitarra e la batteria, risaltando e dando quel qualcosa in più allo stile della band. Verso metà show vediamo anche salire sul palco Paola, voce femminile melodiosa ma energica, che va ad affiancarsi al growling di Davide Cicalese.

Setlist:

Nebbia Della Mia Terra

Venti di Imbolc

Wild Jig Of Beltaine

Cathubodva

Waterstrings

Canto d’Inverno

The Song of The Earth

Dusk of the Ages

La Caccia Morta

The Phoenix

ELVENKING

Il pubblico è pronto e la sala piena.

Personalmente rischio di essere di parte, ma qui abbiamo una band italiana che apprezzo tantissimo, che 21 anni fa ha creato un album capolavoro e poi ha proseguito portando avanti un genere in Italia meno diffuso, sempre con grande onore, sapendosi ritagliare una buona fetta di fama anche all’estero. Per chi ancora non li conoscesse, gli Elvenking sono rappresentativi di una scena Pagan-Folk, che hanno saputo far evolvere rispetto ad altri, arricchendo il tutto con elementi più vari, tra cori lirici e crossing di diverse voci, tutto condito con l’immancabile violino.

Si apre con brani dell’ultimo album “Reader Of The Runes – Divination”, primo di un trittico facente parte di un concept, per poi fare il tour con altri brani rappresentativi di altrettanti album, tra i quali ovviamente spiccano “The Wanderer”, “Pagan Purity”, “White Willow”, “The Divided Heart” ed “Elvenlegions” in conclusione… non vera e propria, perché il pubblico insiste chiedendo di continuare e così guadagna un ultimo (stavolta per davvero) pezzo. Che dire, gli Elvenking hanno questa capacità di proiettare l’ascoltatore in atmosfere che variano rispetto l’album di riferimento (almeno a mio avviso ci sono delle differenze) ed è come ritrovarsi all’interno di una storia sempre diversa, con l’accompagnamento di riff persistenti e batteria energica, ben dosati tra di loro.

La serata giunge così alla fine, ma che bello uscirne così soddisfatti!

Ringrazio tutte le band che si sono esibite, l’organizzazione e come al solito tutti i lettori di Verorock che ci seguono!

Setlist:

Intro – Perthro

Heathen Divine

Sic Semper Tyrannis

Draugen’s Maelstrom

Pagan Revolution

Silverseal

Trows Kind

The Wanderer

Intro – To Oak Woods Bestowed

Pagan Purity

White Willow

The One We Shall Follow

The Divided Heart

Elvenlegions

Encore:

Black Roses For The Wicked One

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