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ANGINE DE POITRINE – Vol. II

ANGINE DE POITRINE – Vol. II
Anno 2026 – Voto: 7/10 * 

Mistero. Questa è la prima parola che viene nella mente quando ci s’imbatte nel “Vol 2” degli Angine de Poitrine, duo canadese di Quebec sbucato praticamente dal nulla e diventato il fenomeno musicale del 2026. In realtà i due musicisti che hanno deciso una sorta di anonimato dadaista nascondendosi dietro maschere e costumi di cartapesta colorati con pallini a pois, suonano insieme sin dall’asolescenza ed hanno pubblicato ben tre album prima di creare gli Angine de Poitrine nel 2019. Per l’occasione il duo ha adottato dei nomi fittizi: Khn de Poitrine (chitarra microtonale , basso e synth) e Klek de Poitrine (batteria e percussioni) ed ha iniziato ad esibirsi a partire dal 2023, riuscendo a pubblicare il primo album chiamato laconicamente “Vol 1” nel 2024.

Ma la bizzarra proposta musicale e visiva del duo ha scarsa diffusione, finché un video live in studio registrato presso la stazione radiofonica KEXP nel febbraio 2026 ha fatto schizzare la popolarità della band in tutto il mondo, con il video completo su YouTube che ha raccolto in poco tempo milioni di visualizzazioni. La proposta creativa degli Angine de Poitrine è supportata dalle immagine del duo che suona con costumi e scenografie bizzarre aumentando il climax creato dalla loro musica la quale mescola psichedelia e math rock in una miscela che non esclude ritmi dance, progressive ed indie. Così si arriva a Marzo con la pubblicazione del “Vol.2” che diventa un vero caso discografico. Ma a parte la curiosità che hanno suscitato, vediamo cosa propone questo secondo full length.

La proposta non si discosta da quella del “Vol 1”, anzi ne sviluppa le linee guida. “Fabienk” parte come un funky sghembo, quasi no wave se non fosse per la precisione matematica e gl’incastri ritmici che sfociano in un delirio ossessivo alla Daft Punk prima maniera. Le rare voci sintetizzate parlano in una lingua aliena che non dispiacerebbero ai Magma di Christian Vander. Il buffo intro di “Mata Zyklek” sembra riportarci alle chitarre di Snakefinger ed all’universo folle della Ralph Record . Non siamo distanti dal pianeta Gong ed i mantra di “You” sono dietro l’angolo. Dietro “Sarniezz” intravediamo l’ombra dei The Residents, che sicuramente hanno ispirato il duo anche dal punto di vista dell’immaginario visivo. La chitarra microtonale realizza trame sonore assurde mentre la batteria resta sempre in controtempo . Una sorta di caos ragionato che sembra sfociare nel prog ed al tempo stesso nel punk.

“Utzp” è musica circense che muta di continuo fino ad assumere delle tinte hard rock nella parte finale. Con note ossessive di chitarra il brano diventa un vero delirio sonoro e proviamo ad immaginarlo sul palco dei numerosi festival al quale il duo sicuramente parteciperà. La chitarra distorta di “Yor Zarad” introduce un brano caratterizzato da incastri ritmici e da scale dal gusto balcanico che non può non far pensare agli Area. Ma quella degli Angine de Poitrine è una musica mutante e si ritorna ad una forma di ossessione sonora simile ad un mantra dadaista. La chiusura dell’album è data da “Angor”. L’inzio del brano è degna dei Mars di “No New York” se non fosse che subito dopo ritroviamo la perizia tecnica, che è innegabile nonostante il bizzarro effetto della chitarra microtonale. Un incedere ostinato che sembra spingersi in una sorta di estasi ritmica che si ripercuote per tutta la durata del brano. Ed è un effetto distorto della chitarra elettrica a chiudere questo secondo capitolo della band canadese.

La bravura di Khn è evidente anche in sede live, poiché riesce a riprodurre i brani incisi in studio grazie ad una loop station che aziona con i piedi, la sua chitarra a doppio manico gli consente di utilizzare alternativamente basso e chitarra, quest’ultima modificata in modo da utilizzare anche i quarti di tono assenti nella scala occidentale (da qui la definizione di chitarra microtonale). Dal canto suo Klek è un musicista che ha una perfetta padronanza del ritmo, passando dai tempi dispari a quelli pari con una precisione metronomica. Insieme formano una vera e propria orchestra pur essendo un duo. In conclusione è un album pieno di spunti e trovate interessanti, cosa diventata rara nel panorama attuale della musica che sembra stia vivendo un periodo di revisionismo. Un album dove si trovano tante influenze musicali qui raccolte e reinventate in una sorta di cabaret sonoro che prevede una sorta di delirio programmatico, sottolineato da una complessa rete di ritmi dispari. Non a caso la band ha citato fra le influenze principali i Gentle Giant, stima prontamente ricambiata dalla storica band progressive.

Dopo questo incredibile boom sentiremo parlare ancora a lungo degli Angine de Poitrine? Secondo me si. Pur non avendo la loro proposta nessuna apertura verso la melodia o verso soluzioni accattivanti, la ricerca ritmica e timbrica ha conquistato rapidamente un vasto pubblico che ama la musica di qualità. Un pubblico che difficilmente gli volterà le spalle.

Formazione – Khn de Poitrine: chitarra microtonale, loop station, basso, voce, synth. Klek de Poitrine: batteria, percussioni, voce.

SCHEDA *

ARTISTA: Angine de Poitrine

TITOLO: Vol. II

ANNO: 2026

ETICHETTA: Autoprodotto

GENERE: Mantra rock, dadaista, pitagorico cubista

VOTO: 7/10

PAESE: Canada

Tracklist

1) Fabienk

2) Mata Zyklek

3) Sarniezz

4) Utzp

5) Yor Zarad

6) Angor

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