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Live Report SOMMARIO

YNGWIE J. MALMSTEEN + LIMBERLOST: Il report della serata milanese!

MILANO, Alcatraz, 11/11/23 – Questa sera noi di Verorock ci troviamo all’Alcatraz di Milano, pronti a documentare il grande ritorno di Yngwie Johann Malmsteen, assente dalle scene italiane dal 2008.

Già un numero considerevole di fan si aggira nei pressi del club un’ora prima dell’apertura dei cancelli, complice probabilmente la volontà di rivedere il Maestro dopo la sua assenza pluridecennale su suolo italico. In apertura, alle 19:30, i Limberlost: band di Seattle con una formazione che vede la curiosa presenza di due voci femminili, le quali si alternano a seconda del brano eseguito. La band propone un rock basico e sincero, con un ottimo chitarrista che, nonostante la sua competenza, non invade la scena e permette alle due cantanti di condurre il concerto.

I brani scelti dai Limberlost vogliono essere un biglietto da visita che facciano capire al pubblico quale sia la loro idea musicale, difatti alternato canzoni di matrice hard e altre più morbide, ne è un esempio la piacevole ballad Good fight. La complicità tra i componenti della band è lampante e sfocia col brano che chiude il loro breve set: Kashmir dei Led Zeppelin.

I Limberlost salutano il pubblico italiano e lasciano che le maestranze preparino il palco per l’evento principale della serata.

Setlist Limberlost

See what you want

Good fight

Give it to me

Kashmir (Led Zeppelin cover)

Ore 20:30, la soffusione delle luci a poco a poco viene meno e due accordi, ripetuti quasi quanto un mantra, preparano l’entrata del Maestro: è giunta l’ora del Paganini delle sei corde, è giunta l’ora di Rising Force.

In quei brevi minuti riecheggia tutta la sperimentazione chitarristica degli anni ’80, i funambolici virtuosismi di un musicista che conosce bene il suo strumento e ne fa ciò che vuole, lo accarezza, lo contempla, lo maltratta, ma con una riverenza che ha del misericordioso. Malmsteen è più in forma che mai.

Il successivo trittico è tratto dall’album World of fire del 2016: Top Down Foot Down, No Rest for the Wicked e Soldier, quest’ultima cantata dallo stesso Yngwie, il quale si avvale di un organico essenziale ma in grado di sostenere il suo repertorio (è il tastierista Nick Marino a occuparsi del cantato in alcuni dei brani presentati).

La serata scivola senza nemmeno un’interruzione tra una canzone e l’altra, e dopo aver proposto un mix tra alcune composizioni di ultima fattura e altre di prima – da citare Now Your Ships Are Burned, storico brano contenuto nella prima fatica del nostro – il clima si fa più intimo e sommesso: Bach, Paganini, Albinoni e infine Far beyond the sun con un outro quantomeno sorprendente di Bohemian Rhapsody dei Queen.

C’è anche spazio per alcuni omaggi poco prima del gran finale, prima Smoke on the water dei Deep Purple e poi Red house di Jimi Hendrix.

Una composizione tratta dal Concerto Suite for Electric Guitar and Orchestra in E-flat minor, Op. 1 distende l’atmosfera che si fa quasi rarefatta e dal concerto grosso si ritorna agli anni ’80 con un grande classico dell’axe man: You Don’t Remember, I’ll Never Forget.

A chiudere la serata, Black star, tratta dalla prima pubblicazione del 1984, Rising Force, con l’immancabile siparietto dello svedese che ostenta il sustain della sua Fender Stratocaster controllando più volte l’orologio.

Il concerto termina tra l’applauso scrosciante del pubblico e un Malmsteen soddisfatto e sorridente.

Alla prossima, Maestro. Play Loud!

Setlist Yngwie J. Malmsteen

Rising Force

Top Down, Foot Down / No Rest for the Wicked

Soldier

Into Valhalla / Baroque & Roll

Like an Angel (For April)

Relentless Fury

Now Your Ships Are Burned

Wolves at the Door

(Si Vis Pacem) Parabellum

Badinerie (Johann Sebastian Bach)

Concerto n.4, primo movimento (Niccolò Paganini) / Adagio (Tomaso Albinoni)

Far Beyond the Sun

Seventh Sign

Evil Eye

Smoke on the Water (Deep Purple cover)

Red House (The Jimi Hendrix Experience cover)

Fugue

You Don’t Remember, I’ll Never Forget

Black Star

CREDITI TESTO: Roberto Federico (robertofederico_ilfueuterpe)

CREDITI FOTO: Fabio Livoti (Damocle_photography)

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