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Album 2023 Recensioni SOMMARIO

DELAIN – Dark Waters

Il ritorno dei Delain sulla scena musicale metal sinfonica era particolarmente atteso in questo 2023. Circa due anni fa una notizia aveva scosso i fan della band orange : il leader e mente del gruppo Martijn Westerholt aveva deciso di licenziare in blocco tutti i suoi collaboratori e colleghi musicisti, compresa la cantante Charlotte Wessels, diventata ormai una figura chiave della formazione. Nella mente di Martijn, “Delain” sarebbe diventato una sorta di progetto solista con collaboratori a rotazione. Quindi niente più vincoli e scadenze, ma una creatura da gestire a proprio piacimento senza subire l’eccessivo stress che una vera e propria band richiede.

Ma fortunatamente le cose non sono andate così, licenziando tutti i suoi ex collaboratori che forse avevano preso un po’ troppo possesso del suo progetto , Martijin è partito per una campagna di reclutamento, formando di nuovo la band ma con una nuova configurazione. Due membri che avevano fatto parte del gruppo nel passato tornano ai loro posti: Ronald Landa alla chitarra e seconda voce e Sander Zoer alla batteria. Per l’ingresso dei componenti nuovi di zecca Martijn ha posto lo sguardo verso l’Italia: Ludovico Cioffi al basso ed alla voce death e soprattutto la nuova cantante, la futura icona dei Delain: Diana Leah. Una scommessa importante dunque quella dell’album Dark Water, introdotto da ben quattro singoli con relativi videoclip. L’album si apre con “Hideaway Paradise” che è già una dichiarazione d’intenti.

Il suono della band è immediatamente riconoscibile, direi che rispetta perfettamente i canoni della propria tradizione. La voce di Diana Leah è molto delicata, quasi angelica, e cerca di non interrompere lo stile inaugurato dalla Wessels. La musica appare potente e la melodia molto convincente. Un ottimo biglietto da visita a cui fa seguito uno dei brani di punta dell’album: “The Quest and The Curse”, che è stato anche il primo singolo con relativo video dei nuovi Delain, dove il canto di Diana si alterna al growl di Landa e di Cioffi. Un singolo che cattura subito e che mostra una band coesa già pronta per tornare in pista. “ Beneath” invece è uno dei brani che vede come ospite Paolo Ribaldini, la cui voce si ascolterà in altri due brani di Dark Waters. Il duetto con Diana Leah è molto melodico ed accattivante e suona già come un classico dei Delain.

Presentato come secondo singolo con relativo videoclip “Beneath” non aggiunge nulla di nuovo al suono della band ma si fa apprezzare per il suo gusto per la melodia e per le soluzioni ritmiche adattate. I brani seguenti scorrono piacevolmente: “Mirror of the night” con la chitarra di Ruud Jolie dei Within Temptation, “Tainted Hearts” e “The Cold” con la sua intro molto “Symphonic Metal” che la rende adatta all’apertura dei concerti live. Si arriva così ad un altro brano cardine dell’album: “Moth to a flame”, terzo singolo con relativo videoclip ed ancora Paolo Rinaldini alla seconda voce. Atmosfere molto suggestive per un brano che si lascia amare fin dalle prime battute e che evolve in maniera molto interessante nell’arrangiamento e nelle parti vocali. A ruota il quarto ed ultimo singolo “Queen of shadows “, con un motivetto che strizza l’occhio ad una melodia di facile presa ,ma non per questo meno apprezzabile. Anche perché è un brano che sembra rasserenarci prima dell’arrivo dei due potenti brani finali.

La tempesta Symphonic Metal porta i titoli di “Invictus” e di “Underland”. I toni si fanno più cupi ed i ritmi più serrati. “Invictus” suona epico fin dalle prime note e la voce di Diana si alterna a quella del già citato Paolo Ribaldini e soprattutto a quella di Marco Hietala, noto soprattutto per i suoi trascorsi nei Nightwish come bassista e seconda voce. Il rapporto fra Marco ed i Dalain è ormai di vecchia data e la sua presenza è quasi una tradizione. Il suo particolare timbro vocale si riconosce immediatamente ed il brano ne acquista soprattutto per la ricchezza dei toni delle tre voci in gioco. Fuochi infernali e cori angelici si fondono in un tutt’uno in questa nuova pietra miliare del gruppo.

Ma non finisce qui, la potente “Underland” si fa subito strada con il suo mood gotico. La voce di Diana si confonde fra chitarre e cori ed alcuni passaggi strumentali sono quasi un omaggio ai Nightwish dei tempi d’oro. L’epicità del brano non rinuncia alla melodia del canto, che ha diversi cambi che lo rendono molto vario ed interessante. La scelta di far sfumare la canzone invece di risolverla in un finale secco ti da la sensazione di seguire un fiume, uno scorrere verso un futuro musicale ancora tutto da scrivere. Ci attendono nuovi capitoli? Forse è una promessa. “Dark Waters” si propone come un album che segue perfettamente le orme del suono Delain. Forse il precedente “Apocalypse & Chili” suonava più innovativo ma allo stesso tempo stanco. Paradossalmente il nuovo album ha qualcosa di fresco pur avendo un sound più tradizionale. Potremmo dire “nulla di nuovo sotto al sole”. Ma il sole dei Delain è un gran bel sole.

SCHEDA

BAND: Delain

ANNO : 2023

ETICHETTA: Napalm Record

GENERE: Symphonic Metal, Gothic Metal

VOTO: 8/10

TRACKLIST

1. Hideaway Paradise

2. The Quest And The Curse

3. Beneath

4. Mirror Of Night

5. Tainted Hearts

6. The Cold

7. Moth To A Flame

8. Queen Of Shadow

9. Invictus

10. Underland

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