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Album 2022 Recensioni SOMMARIO

DEMETRIO “DIMITRY” SCOPELLITI – V

È proprio tra i colori delle luminarie delle feste, che sotto l’albero di Natale vado a trovare “V”, disco numero 5 dell’italianissimo Demetrio “Dimitry” Scopelliti, nato in quel di Vercelli che con il tempo si è trasferito in Norvegia dove risiede abitualmente. Quinto album in carriera, che viene ristampato per fine anno 2022 e a cui vengono aggiunte ben tre tracce bonus a corredo di un grande lavoro effettuato da Demetrio, che ha suonato tutti gli strumenti che andremo a sentire nei solchi di questo platter. I 13 brani sono interamente strumentali dove in ognuno di loro spicca su tutti, la forte presenza della chitarra che viene suonata con un ottima perizia tecnica si fa sentire in ogni piega sonora. Prog, melodia, hard’n’heavy, un pizzico di fusion e, aggiungo anche, tanta atmosfera, questo insieme di cose fanno di “V” un disco pieno di colori e sfumature su cui si adagiano le tante sfaccettature sonore presenti e che tanto piacciono ai nostri padiglioni auricolari.

E si parte.

Le prime 4 canzoni devo ammettere che sono andate giù tutte di un fiato, si parte con “Afterworld” che si presenta con dei riff granitici (merito delle tante corde sulla chitarra), ritmiche serrate ma definite che danno largo spazio ad una melodia articolata ma che ha un bel continuum uditivo. Si passa ad un sound più secco ma sostenuto da un basso presente e solido, e le note ti entrano sotto pelle e nella mente, così che con “Devil You Know” chiudi gli occhi e voli via lontano. Al minuto 2:30 c’è un passaggio dai tratti plumbei che ci porta per mano fino ad una bella e virtuosa esplosione melodica. La traccia numero 3, pezzo preferito da chi scrive, si chiama “Euphoria” e anche se inizia in maniera un po’ sommessa, posso dire che è carica di cuore e bellezza con dei richiami (secondo me) ad artisti del calibro di “AndyTimmons e Joe Satriani. La sua virilità esce man mano che si delineano le note, tanto che al minuto 3:04 i virtuosismi lasciano spazio all’anima di questa potente euforia che superati i 5:00 va ad adagiarsi sulle corde più intime dell’ascoltatore fino alla fine. “Deva” non fa altro che mostrare il legame con la precedente canzone, il continuum è messo in evidenza da note più esplosive che creano un ottovolante sonoro, a cui si associano bei cambi ritmici. L’impatto chitarristico è più marcato con virtuosismi sempre presenti e mai stucchevoli ma funzionali al percorso intrapreso. Con “Divergence e Grey” ci troviamo di fronte un sound chitarristico che trae ispirazione dagli anni 90. Un gusto veramente sopraffino in “Grey” e una intro molto intima in “Divergence” sono caratteristiche che mettono in evidenza quanto la musica di Demetrio sia un fuoco vivo e ardente che brucia con

forza. E a costo di ripetermi, quello che appare evidente dall’ascolto di questo disco è un suono intenso e forte con notevoli variazioni ritmiche senza mai dimenticare l’importanza della melodia. Questa ricerca instancabile di sonorità differenti, si palesa nell’ascolto di “Ghost in The Machine e The None”, il forte impatto sonoro creato dall’utilizzo di chitarre ad 8 corde apre la porta a ritmiche sempre più distorte e djent. “Ghost In The Machine” ne esce fuori come un brano che va giù velocemente, bello e vario, dove si percepisce una vena prog che sfocia senza troppi problemi in un altra bella linea melodica, mentre “The None” sembra la perfetta evoluzione del pezzo precedente, bello, prog e intricato il giusto. Si corre e anche molto velocemente, il cambio di passo, sempre con melodia al seguito, si trova in “Entrophy” che inizia con un ammiccante riffone ruvido hard’n’heavy, che supporta il momento entropico del brano. Si corre ancora un po’ più veloce, il riffing si presenta quadrato, il tutto è sostenuto da un arrangiamento che strizza l’occhio a sonorità prog tanto care a Demetrio, ed è proprio questo intreccio sonoro e variegato, che rende il brano godibilissimo, risponde al nome di “Aftermath”. Con “Keep Your Eyes Closed” si chiude “V” che arruffiana l’orecchio con un bell’ intro per poi lasciare spazio alla chitarra di Demetrio che non si risparmia nello sfornare riff e melodia, a metà del brano molto bello il passaggio sonoro, questi è reso più elegante da note dal sapore blues. Blues che troviamo di nuovo verso la fine del pezzo. E per finire una menzione particolare la faccio per due brani che personalmente ho apprezzato molto. “Immortal Portrait”, la terza bonus track, è una ballad dolce e cattiva, ma anche melodica con tanto di virtuosismi nella parte finale a me molto graditi. “Inspiria” invece ha un che di etereo, dove la melodia si ritaglia sempre il suo spazio importante così da delineare perfettamente i confini di questa canzone.

Cosa si può dire di questo disco? Che è particolare, che non è per tutti e così via. Io dico semplicemente che per me è stato un piacevole percorso uditivo, i timpani sono stati catturati dalla chitarra di Demetrio che in maniera energica e con un fare inesauribile, riempie ogni singola piega sonora di questo album. Ne esce fuori un compendio molto tecnico fatto di riff granitici, pregevoli cambi ritmici, e un sound che tra i suoi stili e colori annovera una forte e mai scontata componente melodica che riesce a coinvolgere chiunque voglia accostare a questa musica le proprie orecchie.

Quindi “V” è un album non facile da ascoltare? In realtà, come dico sempre, basta poco, si preme play sullo stereo e via di gusto.

Stay rock, stay metal!

Formazione – Demetrio Scopelliti: all instruments

SCHEDA

GRUPPO: Demetrio “Dimitry’ Scopelliti

TITOLO: “V”

ANNO: 2022

ETICHETTA: FusionCore Records

GENERE: Prog metal

VOTO: 7,5

PAESE: Italia

TRACKLIST

01. Afterworld

02. Devil You Know

03. Euphoria

04. Deva

05. Divergence

06. Grey

07. Ghost In The Machine

08. The None

09. Immortal Portrait

10. Inspiria

11. Euphoria

11. Entrophy

12. Aftermath

13. Keep Your Eyes Closed

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