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Live Report SOMMARIO

DOBERMANN + SNEI AP+SILENZIO PROFONDO The Factory- S.Martino B.A. (VR)

DOBERMANN + SNEI AP+SILENZIO PROFONDO

The Factory- S.Martino B.A. (VR)

Sabato 27 Novembre 2021

L’Associazione culturale “I Butei”, in collaborazione con l’Isola Rock, organizza nella splendida location del The Factory di Verona, una serata all’insegna del Rock’n’roll più sanguigno, portando sul palco Veronese, niente di meno che i Dobermann del mitico Paul Del Bello (ex Adam Bomb), freschi di pubblicazione del loro secondo album cantato completamente in inglese dal titolo “Shaken To The Core”, (che segue a distanza di quattro anni il precedente “Pure Breed”), che sta riscuotendo un grande successo internazionale, forte di lusinghiere recensioni e di una produzione stellare ad opera dell’esperto e navigato Alessandro Del Vecchio, che non ha certo bisogno di tante presentazioni per chi bazzica nell’ambiente Hard’N’Heavy che conta! Di spalla ai Dobermann, ci sono cinque scatenate Rockers emiliane, le SNEI AP, affiancate dai mantovani Silenzio Profondo in apertura, che saranno chiamati all’ultimo momento in sostituzione dei deficitari EX (forzatamente assenti), facendolo in modo più che eccellente! Nonostante una serata tipicamente invernale di fine novembre, con tanto di vento e pioggia battente che avrebbe invitato a stare sotto coperta con plaid e tv, la risposta del pubblico e’ stata notevole, con un affluenza e partecipazione oltre le migliori aspettative della vigilia, e con molta partecipazione anche di pubblico da fuori Veneto, con musicisti e fans presenti dall’Emilia Romagna, Lombardia e Trentino Alto Adige. Una bella boccata d’ossigeno per tutti direi, specie di questi tempi “pandemici”…per il locale e i promoter dell’evento in primis, ma anche per i protagonisti sul palco stessi, che finalmente vedono i propri sostenitori partecipi e in piedi, dimenarsi e ballare, facendo respirare a tutti un aria di “apparente” normalità!

SILENZIO PROFONDO

Purtroppo, a causa di motivi personali lavorativi, e di lunghe code all’ingresso del locale per motivi legati alle attuali direttive sanitarie, non mi e’ stato possibile ammirare la performance di questi cinque bravissimi ragazzi lombardi, se non sentendo da lontano il penultimo brano in scaletta, e assistendo sotto palco solo alla conclusiva “Silenzio Profondo”, brano che peraltro identifica il nome della band. Un vero peccato, perché da quel poco che ho visto e sentito, sono davvero in gamba sti ragazzi e dotati di grande tecnica individuale, dove si sentono le influenze tipiche del metal classico d’annata con rimandi ai grandi guru del genere, ma anche molti rimandi al prog d’annata. Due album al loro attivo, uno del 2016 “Silenzio Profondo”, e il più recente “Ritornato Dall’Incubo” del 2020 (entrambi editi da Andromeda Relix), tutti e due cantati in madrelingua italiana. Da rivedere presto e analizzare con molta attenzione questi interessantissimi Silenzio Profondo!

SNEI AP

Dove sta scritto che il rock’n’roll e’ una questione solo maschile, o una disciplina poco “incline” al “gentil sesso”? Sicuramente la storia (recente e passata), e’ zeppa di esempi che ne smentiscono la regola … Le Girschool, le Femme Fatale,le Vixen, o le celebri Runaways di Lita Ford e Joan Jett per fare alcuni esempi di celebri bands tutte rigorosamente al femminile … Crucified Barbara, L7, Hole per restare in tempi più recenti … Queste cinque giovani e grintose rockettare della bassa padana (sparse nelle varie province Emiliane), che rispondono al nome di SNEI AP, sono in effetti il riassunto di tutta questa generazione di bands citate, anche se prevale nel loro sound un rock più alternative e moderno, che pesca un po’ qua e la’ dal passato e dal presente, ma rivisitando il tutto in modo molto egocentrico (anche nello stile) e abbastanza personale. Esuberanti e discretamente brave sul piano tecnico e squisitamente musicale, sanno sicuramente come coinvolgere ed attirare l’attenzione del pubblico, dimostrando di essere smaliziate e di possedere sicurezza dei propri mezzi, aiutate forse anche dal fatto di aver calcato molti prestigiosi palchi europei in passato (con le Crucified Barbara hanno fatto un vero tour, e han fatto date di spalla alle Girlschool). Fondate nel 2011 per volontà della batterista Sonia Wild, nonostante molti cambi di line-up intercorsi nel tempo, festeggiano proprio quest’anno il loro decimo anno di attività, dove proporranno un mix dei loro pezzi più rappresentavi e trasgressivi, estratti dal loro disco d’esordio, “Sick Society ” e soprattutto dal più recente “Escape” del 2019, del quale sarà inserito in chiusura scaletta l’unico brano scritto in italiano dalle SNEI AP, la riflessiva “Io Sono Un Problema “, risultato certamente gradevole all’ascolto , ma un po’ troppo diverso rispetto al resto del repertorio. La voce di Angie è indubbiamente uno dei più di forza della band, anche se talvolta risulta essere un po’ troppo monotematica, così come lo e’ la proposta stessa:pezzi troppi simili e poco distinguibili tra di essi. I Testi hanno un indole molto “punk e diretta”, che lasciano poca immaginazione alla fantasia , dove “Fuck Off”, “I Love U”, e “Obsexion”, fortemente concentrata sulla tematica dell’ossessione della società per il sesso, risultano essere i più convincenti . Ottima l’idea di alternare gli assoli tra le due chitarriste Foxy e Jude, e divertente ho trovato anche il lancio di preservativi con lo smile che ride tra il pubblico. In conclusione, un oretta scarsa di buon Rock e di piacevole intrattenimento delle SNEI AP, che pur senza inventare niente di particolare, hanno saputo piacevolmente e simpaticamente intrattenere il pubblico (ora visibilmente elettrizzato e carico in attesa dei Dobermann)

DOBERMANN

Quando si sente parlare di Paul Del Bello, (storico è consumato rocker torinese in circolazione da molti anni), per chi ha trascorsi importanti passati nel mondo dell’hard rock /glam e punk’n’roll , non dovrebbe essere un monicker difficile da inquadrare e ricordare, se non altro per i suoi trascorsi al servizio dell’iconico chitarrista statunitense Adam Bomb, con il quale ha inciso due dischi di buona fattura, e girato in lungo e in largo l’Europa, con uno spettacolo in programma praticamente ogni sera! In una di queste occasioni, durante una data italiana di quei estenuanti tour (dove ho partecipato attivamente come organizzatore di un paio di eventi nella mia zona), conobbi Paul, e nacque subito una grande stima e amicizia reciproca. Ci siamo ritrovati in seguito, e a distanza qualche annetto, in un locale sempre qua in zona Veneto in annate tra il 2016 e il 2017, impegnato nella promozione del disco precedente “Pure Breed”(il primo composto e cantato interamente in inglese). E ora, nel 2021, a distanza di altri cinque anni, me lo ritrovo qua sul palco del The Factory di Verona, per presentare l’ultimo “parto discografico” dei Dobermann, uscito nel 2020 e intitolato “Shaken To The Core”, che, senza tanti giri di parole possiamo definirlo l’album della consacrazione! Peraltro, (non me ne voglia Paul), personalmente amo e considero la musica di Dobermann rappresentata solo attraverso gli ultimi due album , anche se in realtà ne esistono due precedenti cantati completamente in italiano, “Dobermann “ e “Vita Da Cani”(+l’EP “Testarossa”). E questa affermazione, non e’ certo frutto di una mia “innata” esterofilia (che non mi appartiene), o “rifiuto del cantato nella nostra lingua madre”, ma solo perché oggettivamente parlando, vuoi per la produzione un po’ casereccia , vuoi per inesperienza o altri mille motivi, il livello qualitativo raggiunto oggi non è manco paragonabile con quei prodotti. Aggiungiamoci anche il fatto che oggi Del Bello, oltre che essere cresciuto in modo esponenziale come musicista singolo, si avvale della collaborazione di due talentuosi musicisti, quali sono Valerio “Mohicano” Riccardi alla chitarra e Antonio Burzotta alla batteria. Insieme a Paul, formano un trio strepitoso e affiatato, in cui il leader dei Dobermann e’ consapevole di essere assistito e supportato da personaggi di altissimo livello, tanto bravi ad intrattenere e muoversi sul palco, quanto scaricare micidiali assoli di chitarra e assoli di batteria al fulmicotone! Quello messo in atto dal batterista Antonio poi (della durata di quasi dieci minuti) e’ stato un insieme micidiale di velocità, precisione e potenza, tanto quanto ciò che Valerio aveva saputo fare in precedenza con la sua sei corde, molto carismatico con i suoi lunghi capelli folti e riccissimi, le sue camice luccicanti portate rigorosamente sbottonate e gli stivali pitonati, e le caratteristiche movenze che ricordavano lo Slash degli esordi! Naturalmente, il grande protagonista Paul Del Bello, a livello di look e presenza scenica non è stato certo da meno dei suoi colleghi/amici, presentandosi sul palco con tanto di kilt scozzese e Doctor Marteens ai piedi, munito di un basso nero come la pece e distorto al limite, graffiandolo ruvidamente con ogni pennata inflittagli con il plettro… una vera rasoiata in faccia i Dobermann! Sì, perché nella loro proposta, non c’è molto spazio per lenti e “smielamenti”, ma al contrario, e’ un sound molto diretto e scazzotante, ideale per poghi e adatto all’headbaging, grazie alla sua miscela esplosiva composta da hard’n’roll e imbevuta di punk! Si parte a tutta birra sulle note della title-track del nuovo album “Shaken To The Core”, seguita da “Staring At The Black Road” e “Stipper Lip”, che chiude questo primo trittico infuocato. Dall’ottimo “Pure Breed” vengono ripescate le ottime “I Need A Holiday” e “Stuck In A Traffic”, brani in cui gli Extreme fanno inevitabilmente capolino, e come si fanno sentire di contro i Van Halen nella conclusiva “War Thunder” (sempre da “Pure Breed”). C’è spazio anche per un paio di piacevoli cover, la celebre “Please Don’t Touch” e “Sharp Dressed Man”dei ZZ TOP, che ci fanno fare un bel tuffo negli anni 80: brano questo cantato da Valerio, che mette in mostra anche una buona vocalità, aiutato da Paul ai cori in questo caso specifico. Torna protagonista e dirompente Del Bello, intonando la struggente “Summer Devil”, incalzata da una ruvida “Talk To The Dust”. Unica concessione al passato, “You Talk It” (estratto dell’EP “Testarossa”), ma è solo un “lampo”…Con “Rock Steady” e “Run For Sheade”, si torna a macinare rock’n’roll duro e mettere in chiaro che e’ cosa seria e fatto per “uomini duri”. Mi sarebbe piaciuto risentire qualche pezzo mitico composto con Adam Bomb, inserito in scaletta come cover, tipo “Rock Like Fuck”, manifesto di ribellione e di appartenza a uno stile di vita… ma tant’è… I Dobermann e Paul Del Bello non devono spiegazioni a nessuno, e sanno bene quali strade percorrere e come farlo nel migliore dei modi! Stasera abbiamo assistito a un concerto di un grande artista, che ha fatto del rock un proprio credo e stile di vita e che ha saputo sapientemente tradurre in musica, capace non solo di formare una band coi controcazzi come i Dobermann, ma ritagliandosi anche un meritato spazio e notorietà tra i musicisti più rappresentativi e influenti della scena internazionale. Lunga vita a Paul Del Bello e ai Dobermann!

Un grazie all’associazione “I Butei” dell’Isola Rock per averci gentilmente ospitati in questa serata di grande musica, e al The Factory, locale che si dimostra sempre all’altezza per eventi di questa caratura. Un gradito DJ set, posizionato a fine concerto, prolungherà la festa fino a notte inoltrata per tutti gli “irriducibili” Rockers insonni! Alla prossima e Rock’n’roll!!!

Alessandro Masetto

foto Rose Profeta

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