MONTECATINI (Pt), Piazzale delle Terme Tettuccio, 6 luglio 2026 – Mi ricordo gli anni ’80 e le accese discussioni che dividevano i fan degli Spandau Ballet e dei Duran Duran presupponendo che anche tra le due band esistesse una rivalità.
A distanza di anni (e sono più di quaranta) si può facilmente constatare come quella diatriba fosse stata creata ad arte dalla componente mediatica e vedere sul palco Tony Hadley mi fa ripensare a quanta importanza è stata data a lunghi e inutili dibattiti che hanno diviso il pubblico a discapito della grande musica di cui erano portatrici entrambe le band.
In questo concerto rivive una parte della mia vita (gioventù compresa), ma al di là di ogni considerazione nostalgica, oggi si celebra un pezzo della storia del rock che ha avuto in Tony Hadley un artista completo che è stato capace di stare al passo con i tempi senza mai appiattirsi nelle spire del mainstream.

Tony è in forma smagliante, con un timbro vocale che gli anni non hanno minimamente scalfito, pronto a regalare ai fan di prima data, ma anche ai molti giovani convenuti a questo evento, tante emozioni.
Nella splendida cornice delle Terme del Tettuccio a fare da sfondo sotto un cielo stellato, un sold out annunciato e confermato con 1700 persone presenti allo show che conclude la settimana dell’Unesco Arti Festival. “An Englishman in Italy”, il titolo dell’evento, e Hadley, quando alle 21.35 compare on stage, mostra subito l’eleganza e il look da vero gentleman che sfida l’afa del giorno con un completo blu notte e l’immancabile foulard grigio. “Mi sento come se avessi ancora ventitre anni” riferisce l’artista, confermando la sua verve e suscitando l’entusiasmo del pubblico.
La scaletta è permeata ovviamente del repertorio degli Spandau, ma ben miscelata con brani della sua altrettanto vasta carriera solista. Si nota immediatamente la grande coesione e sintonia con la band che lo accompagna, la Fabulous TH Band, composta da musicisti di spessore e la cui ritmica è rinforzata anche dalla presenza delle percussioni, mentre le parti che appartenevano al sax di Steve Norman vengono rivisitate da assoli del talentuoso chitarrista Tim Sandiford.
Scorrono in sequenza autentici capolavori e hit intramontabili da “I’ll Fly For You”, primo grande successo degli Spands in Italia, a “Only When You Leave”, che Tony ci racconta ricordando momenti indelebili nella sua carriera, come la partecipazione al “Live Aid” nel 1985. Struggente l’esecuzione di “With The Pride” in versione unplugged e soprattutto la mitica “Through The Barricades”. Tony si siede su uno sgabello e lascia scorrere il sublime arpeggio di chitarra introduttivo del brano accarezzato dal velo di tastiere, prima di sfoggiare la seducente vocalità in uno di quei brani che, secondo chi scrive, hanno fatto la storia del rock. Lo stesso artista si lascia sfuggire al termine le parole “un brano bellissimo”.

Per quanto riguarda il repertorio solista ascoltiamo veri gioielli come l’inedito “Alibi” che Hadley presenta come “nuova canzone” e che risulta un motivo adatto ad esaltare la potenza delle sue corde vocali, la bellissima “Mad About You” e le atmosfere di “Walk of Shame”. Climi che oscillano tra soul, funky e blues, non rinnegando lo stile romantico e che danno modo anche alla band di mettersi in bella evidenza con la ritmica possente del basso di Phil Williams e la batteria di Tim Bye, supportata con dovizia da una intrigante parte percussionista, a decorare le atmosfere tanto care al frontman. Risalta la bravura alle tastiere di Adam Wakeman, figlio d’arte, perfetto nei suoi fraseggi e pronto ad esaltare le sonorità della band con gli inserti di Hammond a corredo dei pezzi.
Hadley prende la parola ancora una volta per raccontare l’amicizia che lo legava a un altro grandissimo come Freddie Mercury. Alla grande star britannica è dedicata una cover di “Somebody To Love” dei Queen, eseguita magistralmente dalla band. Un altro momento da brividi.
Il pubblico non può che tributare calorosi ed interminabili applausi a conclusione dei brani, canta i ritornelli, si muove a tempo ed al presagio dell’imminente parte conclusiva si avvicina in larga parte verso il palco. Finale che non può che essere ancora di marca Spands con altri brani entrati nel mito. Ecco quindi “Lifeline” del 1983, seguita dalla iconica “True” (brano ispirato da Marvin Gaye) e il finale con “Gold”. Qualcuno lancia verso Tony una bandiera italiana e il musicista raccoglie il suo invito avvolgendola sulle spalle; inoltre, dimostrando un’energia inesauribile, concede autografi ai fan mentre continua a cantare nel tripudio generale.
Finisce qui questa intensa serata estiva, un suggestivo spettacolo che conferma (semmai ci fosse stato bisogno) il valore immenso di un artista e della grande musica che ci è passata addosso negli anni. Riprendendo il ricordo con cui ho iniziato a scrivere, ripenso alle divisioni che hanno privato parte dei fan dei Duran Duran della musica degli Spandau e viceversa, e credo ancora più fortemente all’importanza della dimensione live, poiché è davanti al palco che ci connettiamo all’essenza autentica degli artisti e possiamo farci semplicemente trascinare dalla loro energia, senza le distrazioni di vuoti dibattiti che poco hanno a che fare con la bellezza dell’arte.
Il tour “An Englishman in Italy” prosegue lungo la penisola con le date di luglio a Marghera (14/07), Cervia (15/07) e Mola di Bari (17/07); quelle di agosto sono a Portorose (12/08) e Tagliacozzo (18/08).
Setlist
1) Instinction
2)To Cut A Long Story Short
3) Higly Strung
4) Alibi
5) Only When You Live
6) With The Pride
7) Turn Me On
8) Round and Round
9) I’ll Fly for You
10) Through The Barricades
11) Somebody To Love
12) Soul Boy
13) Walk of Shame
14) Chant No.1 (Don’t Need This Pressure On)
15) Mad of You
16) Lifeline
17)True
18) Gold




1 comment
Bravissimo Carlo Giorgetti, mi hai fatto rivivere le emozioni di tre anni fa quando lo vidi all’Anfiteatro Romano di Ostia Antica supportato anche in quella circostanza da un’orchestra. Un vero gigante (in tutti i sensi)! ✌️