SCANDICCI (Fi), Teatro Aurora, 6 settembre 2026 –Cinquanta anni, anzi cinquantuno, come chiosa in apertura il Maestro Claudio Simonetti nel presentare la proiezione di “Profondo Rosso” di scena stasera, 6 settembre, al Teatro Aurora di Scandicci (FI) che per l’occasione sarà suonata in live proprio dai Claudio Simonetti’s Goblin.
Sembra incredibile, eppure l’immortale capolavoro di Dario Argento, icona del cinema italiano (horror e non solo) è riuscito dopo tutto questo tempo a conservare intatta la stessa forza, la stessa violenta energia che travolse il pubblico per la prima volta nel lontano 1975.
Con la stessa passione, Claudio Simonetti, che a questo mito ha preso parte attiva fin dal principio, continua a conservare e tramandare l’eredità di una colonna sonora e di una band che proprio da quel film ha costruito la propria fortuna, oltreché la propria leggenda.
Ingaggiati quasi per caso, i cinque ragazzi del gruppo rock progressivo Goblin, riuscirono a regalare a Dario Argento quel preciso suono che il regista stava cercando per il suo nuovo film. “Profondo Rosso” è un successo senza tempo, la sua colonna sonora è probabilmente tra i motivi più noti e riconoscibili di tutta la cinematografia italiana.

Non c’è da sorprendersi quindi dell’emozione palpabile che si respira tra il pubblico che riempie gradualmente ogni settore del teatro. Davanti a una sala gremita, i componenti della band (Daniele Amador alla chitarra, Cecilia Nappo al basso e Federico Maragoni alla batteria) si presentano sul palco, mentre a prendere la parola è il Maestro Simonetti che scherzando, ci ricorda che “il film è sempre lo stesso e l’assassino è sempre il maggiordomo”.
Forse è proprio la musica a conferire questo senso di continuità all’epopea di questa pellicola che inizia proprio con la celeberrima melodia che accompagna i titoli di testa del film. La band si sincronizza fin da subito con i tempi della proiezione, con una precisione rodata dall’esperienza e dalla consuetudine.
L’ esecuzione dei brani direttamente sul palco accentua se possibile la loro forza, arricchiti da sfumature inedite che rinnovano anche l’esperienza di un film che probabilmente gran parte della sala ha già visto.
Ecco, quindi, che, ci lasciamo “terrorizzare” ancora una volta dalla visione sullo schermo e dagli altri motivi ormai celebri, da “Lullaby” che precede i movimenti dell’assassino, ai ritmi incalzanti e ipnotici del jazz-rock di “Death Dies” che invece sottolinea le parti più cruente. Gli avvolgenti giri di basso di “Mad Puppet”, il sound evocativo di “Wild Session” con la musicalità prog tipica del sound Goblin in una commistione alchemica tra jazz e folate di synth (all’epoca del film lo chiamavamo “moog”), così come il vortice sonoro di “Deep Shadows” e il tema più aggraziato dedicato a Gianna, brano dai colori più tenui e improntati alla ballata. Durante i titoli di coda, il tema di “Profondo Rosso” torna, stavolta nella sua completezza con l’organo solenne nel finale a concludere con maestosità un film altrettanto incredibile.
Dopo la proiezione un po’ di nostalgia e forse anche un pizzico di commozione nelle parole del Maestro Simonetti. che coglie l’occasione per chiamare sul palco e presentare al pubblico il vecchio amico Jacopo Mariani, che nel film recitava ancora bambino nei panni di uno dei personaggi. Bellissimo l’abbraccio tra i due a ricordare quei giorni lontani ma ben impressi nella memoria di entrambi.
Lo spettacolo non finisce qui, perché Simonetti chiede al pubblico “Volete qualcos’altro?” ed alla risposta ovviamente affermativa, parte una seconda parte dello spettacolo nella quale la band dimostra tutta la sua carica propulsiva. Si scatenano infatti le slanciate cavalcate sonore che fornirono altre memorabili colonne sonore ad alcuni horror degli anni Ottanta. Da “Demon” per Dèmoni di Lamberto Bava, a “Phenomena” e “Tenebre” per gli omonimi film ancora di Dario Argento.
Ad accompagnare il sontuoso lavoro alle tastiere di Simonetti, la ritmica incredibile della vulcanica Cecilia Nappo con il suo basso, il drumming potentissimo e fluido di Federico Maragoni e i virtuosismi della chitarra di Daniele Amador, pronto a sottolineare le melodie con riff ed assoli ad alta intensità emotiva.
Immancabile poi la riproposizione del tema di Suspiria (1977) che riporta alla mente un ulteriore cardine indimenticabile del cinema di Dario Argento nonché uno dei capisaldi della discografia dei Goblin.

Chiudo il report di questa magica serata con una considerazione del tutto personale. I Goblin hanno avuto ed hanno varie ramificazioni con gruppi che hanno portato e portano avanti egregiamente il retaggio del progetto originario. Tuttavia, ritengo, ed ogni ascolto me lo conferma, che la formazione di Simonetti sia la più verace esemplificazione del mondo Goblin. Claudio ha infatti vissuto la sua carriera quasi in simbiosi artistica con Dario Argento ed i due hanno profuso ogni sforzo nel creare una sinergia costante tra film e musica. Il primo bravo a catturare l’anima delle immagini con la forza del suono, il secondo sempre eccellente nella ricerca appassionata della giusta atmosfera. Non sarà perciò inverosimile pensare a entrambi come due facce della stessa medaglia e dello stesso successo, l’uno la fortuna dell’altro.
Cinquant’anni fa e ancora oggi.
SETLIST
1) “Profondo Rosso” (OS), performata live dalla band durante proiezione film
2) Demon
3) Suspiria
4) Tenebre
5) Phenomena





