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THE PRETTY RECKLESS – “Dear God”

THE PRETTY RECKLESS – Dear God
Anno 2026 – Voto: 8/10 * 

È il 2012. Al culmine della sua fortunata carriera da attrice nella popolare serie Gossip Girl, Taylor Momsen, abbandona inaspettatamente il set per dedicarsi alla musica. Il suo progetto The Pretty Reckless è attivo già dal 2009, ma da quell’anno Taylor comincia a dedicare anima e corpo alla sua band e dopo tanti sacrifici nell’underground, il primo disco “Going To Hell” vede la luce nel 2014, per poi consolidare nel tempo la meritata fama sotto la direzione artistica del produttore Kato Khandwala.

17 maggio del 2017. The Pretty Reckless hanno già pubblicato anche “Who You Selling For” e stanno supportando il tour dei Soundgarden. Quella notte, Chris Cornell viene trovato privo di vita in una stanza d’albergo dopo un concerto. Appena un anno dopo, anche Khandwala perde la vita in un incidente motociclistico.

Troppe tragedie, tanta fragilità e quella tentazione di perdere tutto, ma Taylor si è dimostrata più forte della sfortuna e ha richiamato a sé quella stessa determinazione che l’aveva convinta anni prima a prendere in mano il proprio destino e in particolare i Reckless che hanno continuato a vivere e vivono ancora oggi della sua inesauribile passione.

Nel 2021 esce quindi “Death by Rock’n Roll” (riproposto anche nel 2023 nella versione unplugged di “Other Worlds”), mentre a cinque anni di distanza da quel successo, arriva “Dear God”, fuori dal 27 giugno per Fearless Records, dove ritroviamo una Momsen decisa ad abbattere i confini tra passato e presente, mettendosi in gioco con tutta sé stessa, fragilità comprese.

“Dear God” nasce proprio dalla complessità di un vissuto, è un’opera confessionale che sembra estrapolare ciò che dice da un diario privato, come fosse un dialogo con Dio, o chi per lui sovrintende la casualità di questo mondo dove gioia e tragedia si mescolano con inflessibile noncuranza e comunque al di fuori della nostra possibilità di comprensione.

Una chiave di narrazione imperniata sulla depressione ma che rappresenta il raggiungimento di una profonda consapevolezza emotiva che ha assorbito in qualche modo i traumi e prova con la musica a esorcizzare il dolore con tutta l’energia del rock.

All’apice della sua maturità artistica, Taylor Momsen si conferma uno dei nomi più importanti della scena internazionale e il suono della sua band rispecchia la coesione tra i componenti della formazione. L’espressività della vocalist viene sprigionata in tutta la sua potenza, oscillando tra il teatrale, una sensualità dark, una estetica alla Courtney Love ed una voce che con il passare del tempo diventa sempre più magnetica e graffiante.

Più heavy del precedente lavoro, in “Dear God” confluiscono tante ispirazioni: si passa dall’ hard rock di Led Zeppelin e Black Sabbath all’Alternative e grunge dei Soundgarden, al punk di Ramones e al tocco glam delle Runaways, senza lesinare qualche inclinazione psichedelica e del blues. Si fa una puntata persino nello stile country – western di “Devil in Disguise (Michelle’s Song)”.

La ribellione e l’irruenza giovanile dei primi album dell’ensemble lasciano spazio ad una sentita autoconsapevolezza. La musica risulta trascinante e il disco si sviluppa con vari brani destinati a divenire vere e proprie hit, come il potente “For I Am Death”, sensuale e irrequieto al contempo nel suo incalzare inquietante, la trama a colori folk/rock di “Dragonfire”, che fa emergere anche la bravura del chitarrista Ben Phillips con la sua prorompente ritmica.

Questa suggestiva alternanza tra hard rock roccioso e momenti introspettivi ed acustici trova, per esempio, un altro momento focale negli spunti post-punk di “When I Wake Up” e nell’energia genuina di “About You”, contrapposte all’intimismo intriso di hard blues della ballata “…Love Me”. Attimi fugaci, come interludi, a fare da collante alla tessitura della tracklist, la trilogia dei brani “Life Evermore”. Posizionati curiosamente in ordine numerico sparso (Pt.2 in apertura, Pt. 3 a metà e Pt. 1 in conclusione) costituiscono lo scheletro fondativo di un disco scritto sull’onda animosa di un vero e proprio sfogo contro le asperità della vita. Il timbro di Taylor viene sollecitato ancora una volta nei suoi aspetti più viscerali e si inserisce magnificamente nel clima acustico di questi brani.

The Pretty Reckless continuano ad essere amatissimi dal loro pubblico e “Dear God” non ha deluso le aspettative. Un album intenso portatore di una forza che si direbbe impronosticabile visto lo sconforto che pervade le tracce ma che proprio per questo diventa il manifesto di quella musica vibrante che per alcuni è solo rumore mentre per tanti è terapia, se non salvezza.

Instancabile, la band, terminato il tour mondiale come gruppo spalla di AC/DC, ne intraprenderà immediatamente uno nuovo come headliner. Li vedremo protagonisti anche in Italia, il 14 novembre al Fabrique di Milano.

Line up – Taylor Momsen: voce solista, chitarra ritmica; Ben Phillips: chitarre, cori; Mark Damon: basso; Jamie Perkins: batteria, percussioni.

SCHEDA *

ARTISTA: The Pretty Reckless

TITOLO: “Dear God”

ANNO: 2026

ETICHETTA: Fearless Records

GENERE: Hard rock, Post-grunge, Alternative rock

VOTO: 8/10

PAESE: Stati Uniti

Tracklist

1) Life Evermore Pt.2

2) For I Am Death

3) When I Wake Up

4) …Love Me

5) Dragonfire

6) Dear God

7) Life Evermore Pt.3

8) About You

9) Spell On You

10) Rollercoaster Of Life

11) Eye Of The Storm

12) Devil In Disguise (Michelle’s Song)

13) Dark Days

14) Life Evermore Pt.1

Online

Sito ufficiale: https://theprettyreckless.com/

Facebook: https://www.facebook.com/theprettyreckless/

Instagram: https://www.instagram.com/theprettyreckless/

YouTube: https://www.youtube.com/@tprofficial/videos

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