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Live Report SOMMARIO

STIGE FEST IV: Death SS, Destroyer 666 and more @ Campus Industry 11 Marzo 2023

  • Photo Credits: MONICA FURIANI

Per questa quarta edizione dello Stige Fest, si sono fatte le cose in grande, nella splendida cornice del Campus Industry di Parma, mettendo insieme un bill di metal estremo ed occulto di assoluto pregio ed altissimo livello artistico, con ben otto bands in programma, sulle quali prevale l’ala malsana e sinistra degli headliner Death SS, capostipiti dell’ horror metal occulto e ritualistico per eccellenza, precursori di tutto ciò che verrà negli anni a venire di estremo a livello metal e non solo!
Non a caso, la maggior parte dei fans presenti oggi, erano ( come il sottoscritto), più che altro qua allo Stige Fest per i Death SS, anche se poi tutto il contesto è stato in realtà ottimo, e ha più che giustificato la nutrita
presenza in termini di affluenza di pubblico, decretandone un successo pieno e senza discussioni da parte dell’agenzia Lo-Fi Creatures Events, promotrice e organizzatrice dell’evento, a cui vanno i miei più sinceri complimenti e ringraziamenti per avermi gentilmente ospitato in questa fantastica cornice di metallo estremo!
Davvero notevole anche l’organizzazione del locale, del Campus Industry di Parma, una location molto ampia ed accogliente, strutturata con bar interno ed esterno con prezzi onesti (e giardino estivo, in cui poi si farà un After show con Dj set post concerto), che offre varie aree di ristoro e possibilità di sedersi con molte sedie a disposizione. Ottima l’idea di uno street -food esterno appositamente messo per l’occasione, e la distribuzione interna nel locale di banchetti della merchandising delle band in entrata e di quelle distro dei venditori di CD e vinili generici in una saletta apposita separata. Inoltre, la possibilità di poter entrare ed uscire a piacimento, tramite un braccialetto di carta identificativo, è stato un altro fiore all’occhiello organizzativo.

In perfetto orario, alle 15:45, hanno inizio le ostilità, e non appena riesco a mettere piede nel locale (dopo una lunghissima coda in entrata), sul palco ci sono già in azione i Devoid Of Trought, che propongono un death metal molto serrato e battuto, con leggere divagazioni sul black, dimostrandosi ben preparati ma con ampi margini di miglioramento futuri.

Quello che non convince sono i volumi, eccessivamente alti e fastidiosi, che strada facendo verranno meglio calibrati e dosati, risultando quasi gradevoli alla fine con i Death SS. Senza quasi rendermene conto e con cambi palco velocissimi ed efficaci, sono già pronti sul palco gli abruzzesi Witchunter, fautori di un HM molto classico, di chiara ispirazione ottantiana, e che forse è quello che meno centra in questo contesto a livello di sonorità estreme, ma non di tematiche, perché i loro testi sono intrisi di occultismo, malvagità e spiritualità! Ammetto che ero qua in attesa spasmodica per loro anche oggi, e non hanno tradito le attese, mettendo a ferro e fuoco il palco, e confermandosi una delle realtà italiane più consolidate!

Presentavano oggi il terzo album di recente uscita, “Metal Dream”, ed era la terza volta che li vedevo… se il tre rappresenta la perfezione numerica, perfetti sono stati anche i Witchunter, che hanno messo in atto oltre che indiscusse qualità musicali, anche tanta teatralità, con tanto di spade , mantelli, maschere da caprone, e sangue sacrificale (finto) bevuto da calici sconsacrati trafugati in qualche chiesa maledetta …questa forse è pura fantasia, ma mi piace pensare che sia vero; ciò che indiscutibilmente è maledettamente reale invece e ciò a cui abbiamo assistito e sentito… prestazione maestosa, di un’altra categoria, che consacra i Witchunter come dei pre destinati a diventare dei pionieri del metal internazionale! Con gli HELLRUIN, si ritorna nei canoni del black metal, molto cadenzato e tratti quasi rallentato, tanti da creare quasi un incrocio e fusione tra Doom/Black… interessante.

Si continua inesorabilmente, e senza sosta, e ora è il turno dei Necromutilator, una vera War metal band cosiddetta, votata al massacro di massa e adatta per fare sfogare un pubblico assatanato portato più a far casino che seguire le gesta dei loro eroi sul palco …non male, ma troppo lontano dal mio concetto musicale questo stile.

Con i Bodyfarm, si torna a un death metal più ragionato e tecnico, molto Old School, dove i rimandi agli Obituary e ai Carcass si sprecano, ma in cui emerge anche una certa personalità compositiva… tutto sommato convincenti!

Il tempo scorre piacevolmente e velocemente tra una birra e l’altra, due chiacchiere con vecchi e nuovi amici, acquisti nei banchetti appositi, e la maratona dei gruppi continua a susseguirsi sul palco in modo vorticoso e alla velocità della luce: è il turno dei Selvans, che suonano un black metal canonico ma con forti divagazioni prog, creando una miscela davvero interessante, dove immagine e teatralità completano un quadretto davvero originale, apripista ideale alla furia devastante band successiva.

Sono i Destroyer 666, che hanno spazzato via tutto e tutti, con la stessa intensità della furia di un tornado, grazie alla combustione esplosiva creata a base di Black’n ‘Roll messa in atto: un incrocio diabolico tra Motorhead , con una puntata di vecchio hardcore-punk e black metal! TOTALI! Il giusto preludio per spalancare le porte dell’Inferno ai Death SS, dove credo ci vorranno spedire volentieri tutti stasera, ad ardere e bruciare vivi, in nomine della redenzione e della “Lux Tenebris” di Lucifer!(parafrasando il loro brano di X).

DEATH SS
E venne finalmente il momento tanto atteso, quello dei DEATH SS, dell’entità che da sempre aleggia come un ombra misteriosa sul negromante del rock per eccellenza, sua maestà Steve Sylvester! Un pubblico cresciuto notevolmente ora in termini di numeri, (molti arrivati appositamente in tarda serata e solo per la loro esibizione), si ammassa compatto, emozionato ed eccitato in attesa dei propri idoli, ma che dovrà necessariamente attendere e pazientare qualche minuto per l’allestimento del palco, che tra croci, cancelletti e maxischermi , riproduce fedelmente il concetto horror cimiteriale dei film e fumetti horror d’annata, su cui i Death SS hanno costruito la loro lunga carriera e tratto linfa vitale per i loro spettacoli ad alto contenuto iconografico e scenografico! Quello che balza agli occhi è certamente una certa versatilità, quasi un ricambio generazionale, dove a fianco di noi attempati fans della band pesarese (fiorentina d’adozione), si mescolano tanti nuovi giovani adepti al culto magico deathSSiano. Una processione di anime dannate è il preludio della “piaga nera” che si sta abbattendo su Parma (“The Black Plague”), primo brano in scaletta e pezzo apripista anche dell’ultimo capolavoro “X”, dal quale verranno in seguito estrapolate pure “ Zora”,“Suspiria” e “The Temple Of The Rain”. L’apparizione improvvisa di Steve Sylvester come da copione, genera un misto di delirio mistico con urla sataniche deliranti, anche perché il Maestro oggi appare più che mai in straordinaria forma fisica e vocale, in un crescendo continuo, che mi porta a giudicare la sua esibizione come la migliore in assoluto degli ultimi anni! Ovviamente, anche i musicisti a supporto non sono da meno, iniziando dal sommo Maestro, il tastierista Freddy Delirio, compositore, produttore e arrangiatore degli ultimi album dei Death SS nonché leader dei Freddy Delirio & The Phantoms e degli H.A.R.E.M., passando per il chitarrista Ghiulz (anche Bulldozer), al mitico e carismatico bassista Demeter (anche Wischey Ritual e Distruzione), che con il mostruoso batterista Unam Talbot (anche Bulldozer e istruzione), completa una sezione ritmica terremotante e difficilmente superabile.
Naturalmente, non di minor importanza per uno spettacolo basato molto sull’aspetto visivo e sull’immagine ,l’apporto dato dalle splendide performer, la storica e superlativa Fiona White in primis, che con la splendida Jessica forma un accoppiata vincente e perfettamente coesa da tempo.
“Cursed Mama “ è un classico immancabile che ci riporta indietro nel tempo, così come “Horrible Eyes”, “,Where Have You Gone?” e “Baphomet”… opere d’arte immortali, che non conoscono cedimenti e segni del tempo, risultando musicalmente ancora attuali ed efficaci, nonostante siano state composte quarant’anni fa!

Con “Zora” ( da “X ”) e “Crimson Shrine” (estratta dal meraviglioso “Ressurection”), eseguite in maniera impeccabile, si torna ai tempi odierni , ma è solo un presagio, perché la macchina del tempo ci riporta ad un trittico storico clamoroso …” Baron Samedi “ con la simulazione del classico rito voodoo da parte di Steve in veste di sciamano, seguita da una “Terror” intensa e tecnicamente perfetta , che però purtroppo per motivi di sicurezza (crediamo), difetta solo della mancata croce infuocata nel finale. Questa piccola mancanza viene tuttavia subito colmata e dimenticata, grazie ad una “Family Vault “ da brividi ed emozioni lungo la schiena indescrivibili, che mi riporta per un istante mentalmente a quando acquistai da adolescente “Heavy Demons “, ovvero l’album dove è contenuta!
Il “Rito Magico” prosegue con “The Temple Of The Rain “ (la mia preferita di “X”), “ Scarlet Woman” e “Suspiria”, dove un ruolo primario e di assoluto rilievo lo svolgono le due performer sopracitate, Fiona e Jessica, mai volgari, raffinate e delicate nelle movenze, dotate di innata classe, che oggi rappresentano non solo un valore aggiunto ai Death SS , ma anche una nuova alchimia perfetta tra musica e teatralità. Una conclusiva, immancabile e blasfemica “Vampire”, con tanto di suora stuprata dal Vampiro Sylvester , che si disseta bevendo il sangue dal calice sconsacrato, “benedicendo” gli adepti stipati davanti il palco con la rimanenza del contenuto, concludendo il tutto in modo impeccabile, tra fumo e fuochi infernali e ovazioni… Ma non è finita qua…I fans assatanati ed indemoniati urlano a gran voce “Death SS! Death SS! Death SS” e Steve & Co. riappaiono per spedirci direttamente negli Inferi, ma senza biglietto di ritorno… ”Kings Of Evil” (da “Black Mass”), è un sermone satanico e melodico di rara malvagità, che si attesta ad essere uno degli apici del loro show, nonché uno dei punti più alti in assoluto della loro lunga carriera. Non meno incisiva e devastante la più “moderna” ed elettrotecnica “Let The Sabbath Begin”, perno portante di quel “Panic” del 2000 che non risente minimamente dei suoi 23 anni di vita, cornice ideale dell’atto conclusivo a opera dell’
Immortale “Heavy Demons”, indubbiamente il loro brano più famoso, apprezzato e conosciuto. Tra danze erotiche di super sexy diavolesse che distribuiscono e lanciamo “ostie sconsacrate”, fumi, scoppi e coriandoli sparati in aria, si conclude in un tripudio di massa un concerto memorabile e perfetto dei Death SS! Nella musica, normalmente esistono due livelli di giudizio, distinguibili tra artisti bravi e non bravi… I Death SS invece, appartengono alla terza categoria, quella esclusiva dei “fuori concorso”! Di un altro livello “ultraterreno”.

Setlist:

The Black Plague
Cursed Mama
Horrible Eyes
Where Have You Gone?
Baphomet
Zora
The Crimson Shrine
Baron Samedi
Terror
Family Vault
The Temple Of The Rain
Scarlet Woman
Suspiria
Vampire
Kings of Evil
Let The Sabbath Begin
HEAVY Demons

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