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Album 2022 Recensioni SOMMARIO

CYRAX – Metamorphosis

GRUPPO: Cyrax

TITOLO: Metamorphosis

ANNO: 2021

ETICHETTA: Indipendente

GENERE: Progressive metal

VOTO: 7/10

PAESE: Italy

È proprio vero è bello ma non è per tutti. Il nuovo lavoro dei Cyrax può essere definito in questa maniera, un disco che prende la forma di un Ep di soli 5 brani dove si mettono da parte distorsioni e saturazioni varie a favore di acustiche sensazioni. In Metamorphosis si condensano atmosfere alquanto eterogenee e soft, ma sporcate quanto basta di jazz e folk.

Con “This Is Our Last Call” la voce di Marco, scura e profonda traccia i primi solchi di questo ep, accompagnata da vibrazioni chitarristiche con un flavour spanish. Il brano è malinconico e con una discreta dose di pathos, ci sono anche delle dissonanze che servono a mischiare i colori che si adagiano nei suoni usati per questo pezzo. Non è prog in senso stretto ma ci si avvicina, grazie ad un variegato connubio sonoro, di facile presa su chi ascolta. C’è fumo tutto intorno e di colpo sembra di stare seduti in un locale notturno jazz, quí le corde vocali di Marco usano una timbrica che prende spunto dal folk nordico. Un po’ di cambi di tempo ci sono è questo rende interessante il ritratto musicale di mister “Dorian gray”. Le voci tra loro sono combinate in maniera diversa risultando anche epiche nel loro intreccio, con Jacopo che dà loro sostegno, grazie ad un tappeto pianistico sempre presente, che trova espressione in arrangiamenti rock e piccoli inserti di flamenco . “Jocasta”, con le sue accennate influenze dark wave, rimbomba nelle mie orecchie con ritmiche semplici e ruffiane . Anche quì tastiere e piani sono sempre presenti in maniera superba, ma c’è anche una bella alternanza vocale al limite di vari generi, risultando nell’insieme funzionale a ciò che l’arrangiamento richiede. Bello il cambio di tempo, dal minuto 2:00, dai tratti arabeggianti, ma sempre condito con quel mix di oscurità e mistero che delineano i confini della canzone.

Resta il sapore arabo gustato in precedenza, ma con “Richard The Third” si cambia un po’, e si viene catapultati in una specie medioevo musicale con tanto di tamburelli folk. La narrazione rende il brano (il più apprezzato da chi scrive), leggermente fuori contesto dal genere madre, ma prosegue la sua cavalcata nella maniera più logica e naturale. Ottimo tutto l’arrangiamento, con il pianoforte resta sempre sugli scudi.

La title track finale “Metamorphosis” chiude i solchi di questo Ep, inizia con una introduzione darkeggiante, meno “acustica” delle altre con dei tratti anche un po’ horror, e in base alle sensazioni che trasmette sembra di assistere a quella che è una metamorfosi dell’animo umano.

In conclusione, posso affermare ciò che ho espresso all’inizio, un disco bello ma non per tutti. Un disco in cui i Cyrax vanno ad esplorare nuovi sentieri in cui la loro musica risulta diversa, ma questo è un punto di forza poiché evidenzia la loro propensione e la loro versatilità artistica, la perizia tecnica poi è sotto gli occhi, anzi, nelle orecchie di tutti.

Stay rock, stay metal!

Cyrax – lineup:

Marco Cantoni – Voce

Gianluca Fraschini – Chitarra Acustica, Cori

Jacopo Bonora – Tastiere, Voce

Lorenzo Beltrami – Percussioni, Programming, Cori

Metamorphosis – setlist:

1 This Is Our (Last) Call

2 Dorian Gray

3 Jocasta

4 Richard The Third

5 Metamorphosis

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