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MSG (Michael Schenker Group) – Immortal

Da che mondo è mondo esistono sin dalla notte dei tempi due categorie di artisti ben distinte: quelli cosiddetti “comuni”, magari bravi e talentuosi ma che non apportanto nulla di nuovo, e le leggende “immortali”, senza le quali non saremmo oggi noi qui a scrivere pagine e pagine di musica! A questa seconda categoria ovviamente appartiene di diritto una leggenda vivente come l’axeman teutonico Michael Schenker, tornato alla ribalta per festeggiare ben mezzo secolo di onorata carriera, costellata di innumerevoli successi sia da solista che nelle sue varie incarnazioni con Scorpions, UFO ed MSG!

A distanza di quasi due anni dall’ultimo tagliente ‘Revelation’ (2019), seguito del suo predecessore ‘Resurrection’ (2018), entrambi usciti a nome Michael Schenker Fest, il biondo wunderkind è pronto a festeggiare questo fondamentale traguardo della sua vita con il nuovo ‘Immortal’ (uscito lo scorso 29 Gennaio per la Nuclear Blast Records, distribuzione Warner – n. d. r.), un vero e proprio testamento della sua “immortalità” artistica che lo vede riesumare l’altisonante Michael Schenker Group, dopo alcuni anni di pausa.

Rispetto alle due recenti uscite discografiche, questo ultimo parto rappresenta al contempo sia una piacevole sorpresa, visti i numerosi ospiti presenti, sia una rionferma del sound granitico per non dire “teutonico” che già da diversi anni caratterizza la ricerca artistica del buon Miki. Come dicevamo poc’anzi, il parterre di musicisti coinvolti in questa nuova avventura targata MSG è a dir poco da infarto: ad accompagnare l’indomito chitarrista ci sono alle voci interpreti del calibro di Ralf Scheeper (Primal Fear, ex Gamma Ray), Joe Lynn Turner (ex Rainbow, Y.J. Malmsteen e Deep Purple), Ronnie Romero (Lords Of Black e Rainbow) e Michael Voss, suo immancabile collaboratore e presente anche in fase di coproduzione! E cosa dire invece della sezione ritmica presente in questo full lenght? Ad accompagnare il fido Barry Sparks (basso), ci sono ben tre colossi dietro le pelli che rispondono ai nomi di Bodo Schopf, Simon Phillips e Brian Tichy, mentre all’onnipresente Steve Mann l’arduo compito di orchestrare gli arrengiamenti ed i pattern tastieristici. Tutto qui? Direi proprio di no solo scorrendo i nomi dei nomi altrettanto altisonanti che compaiono tra gli “ospiti”: non potevano certamente mancare le tre voci storiche degli MSG, ovvero Gary Barden, Robin McAuley e Doogie White, mentre l’istrionico Derek Sherinian (ex Dream Teather, Planet X, Black Country Communion ed attualmente nei Sons Of Apollo tra gli altri – n. d. r.) ci allieta con i suoi immancabili assoli dinamici di tastiera. Insomma, tantissima carne a cuocere in questa nuova frizzante produzione discografica, capace di rapire l’ascoltatore dalla prima fino all’ultima nota!

La partenza è di quelle fulminanti, capace di lasciare stecchito chiunque: “Drilled To Kill” è la classica killer song, doppia cassa e riff granitico, sulla quale svetta l’ugola del sempreverde Ralf Scheepers fino ai picchi canori del ritornello. Questa opener colpisce certamente per tutta la sua debordante potenza così come per gli arrangiamenti di chitarra e per il duello con le tastiere/hammond di Sherinian nel bridge centrale. Dunque se vi aspettavate una partenza più tranquilla, visti i ben sessantacinque anni sul groppone di Miki portati però alla grandissima, ebbene rimarrete totalmente delusi: e per fortuna, visto il ritmo forsennato capace di farci scapocciare dall’inizio alla fine!

Su “Don’t Die On Me Now” sembra di essere ritornati negli anni d’oro dell’epopea hard’n’heavy, grazie alla presenza di un’altra icona che porta il nome di Joe Lynn Turner, certamente non più quello dei vecchi tempi quando era alla corte di Ritchie Blackmore, ma pur sempre un navigato performer e vocalist di spessore: il nostro è ancora capace di destreggiarsi su differenti registri canori, rendendo caratteristica ogni singola parola. Altro solo di chitarra da incorniciare, con una prova di Schenker come sempre sugli scudi. Il nostro cammino verso l’”immortalità” prosegue sulla detonante “Knight Of The Dead”, aperta da un riff della sei corde sulla quale svetta questa volta la timbrica graffiante e acuta del giovane talentuoso Ronnie Romero, scelta a dir poco perfetta per incorniciare questo nuovo comeback discografico! Il frontman cileno si destreggia alla perfezione, facendoci più volte percepire tutta la sua potenza vocale senza per questo eccedere in inutili vocalizzi acuti, solitamente presenti in composizioni di questo tipo. 

Un’intro di chitarra quasi barocca introduce invece la prima semi-ballad elettrica del disco, “After The Rain”, dove sin dagli arpeggi iniziali si ritaglia un ruolo da protagonista la pulita e cristallina voce di Michael Voss, altro interprete forse a volte meno celebrato dei suoi colleghi ma non per questo meno dotato. In se e per se il brano non è certamente tra i più memorabili dell’album, ma la prova di Voss riesce a rendere giustizia anche nei punti forse meno convincenti o magari meno significativi. Una delle caratteristiche che certamente colpiscono del singer presente in questa composizione è probabilmente la grande capacità di modulare la sua timbrica, senza passaggi eccessivamente forzati.

Con “Devil’s Daughter” torniamo a scapocciare in un forsennato headbanging da transenna, complice certamente il ritorno di un mastino del calibro di Scheepers, coinvolgente come pochi in quanto a potenza ed energia sprigionata, sia su disco che in sede live. Altro arrangiamento da applausi dell’accoppiata Schenker/Mann che suggella uno dei brani più godibili dell’interno lavoro, merito anche di una sezione ritmica impeccabile.

E arriviamo così forse ad un altro degli apici di questa fatica discografica, “Sail The Darkness”, introdotta dall’ugola epicheggiante di Ronnie Romero, capace di farci vivere paesaggi sonori incantati, dalle tinte melanconiche e crepuscolari. Il brano in questione è tra i singoli estratti ad anticipare il full lenght, di cui è stato girato anche uno stupendo clip video. L’assolo dell’axeman qui è a dir poco da brividi, semplice, pulito ma dal gusto e dagli intrecci melodici inarrivabili!

E’ la volta quindi del ritorno di Michael Voss dietro il microfono su “The Queen Of Thorns And Roses”, dal ritmo andante, forse uno dei brani con meno mordente a parere di chi scrive, ma come sempre eseguito con classe innata e perizia strumentistica da parte di tutto l’ensemble di musicisti coinvolto. Intendiamoci, non è assolutamente un punto debole dell’album, soprattutto grazie agli immancabili soli di Schenker, ma certamente a livello compositivo soffre di qualche carenza complessiva se paragonato ad alcuni picchi che lo hanno preceduto e che da qui a pochi minuti faranno seguito. Ipse dixit, detto fatto, ed eccoci di fronte ad un altro dei pezzi forti di questo inno all’”immortalità”, “Come On Over”, introdotto da un solo schenkeriano, per poi sfociare in una vera e propria heavy song old school su cui Ronnie Romero torna a spadroneggiare con la sua voce versatile e potente: la melodia molto semplice e catchy è uno dei punti di forza di questo brano, confermandoci la tesi che spesso bastano anche solo pochi e semplici accordi, purchè azzeccati, per trovare la quadra e spiccare il volo!

Ci avviciniamo all’epilogo di questo ritorno di fuoco, discograficamente parlando, con un brano che forse più di altri si avvicina alla recente produzione del biondo crinito di Hannover: “Sangria Morte”, anticipata da alcuni effetti di tastiera e fiati, riporta in carreggiata il carismatico Joe Lynn Turner, in un vero e proprio inno sospeso tra l’epicità e l’antemicità degne dei migliori MSG d’annata. Anche qui siamo di fronte ad un brano di per se non eccessivamente elaborato, seppur ben curato negli arrangiamenti così come negli assoli di Michael, mai ridondanti e sempre azzeccati.

Il cerchio si chiude in modo quasi profetico ed inaspettato, con la bellissima opus magna “In Search Of Peace Of Mind”, una delle primissime composizioni di gioventù scritta di getto da Schenker ai tempi della sua breve militanza negli Scorpions nel periodo di ‘Lonesome Crow’. La lunga suite è aperta da un’arioso e sognante arpeggio alla sei corde, sul quale si alternano di volta in volta Romero e le vecchie conoscenze Barden, Doogie White ed il redivivo Robin Mc Auley! Il brano ricorda in alcuni punti forse “Remember Tomorrow” dei Maiden, nel passaggio tra le diverse sezioni, dal sapore quasi psichedelico e a tratti progressivo, con un finale tutto in crescendo su cui svetta incontrastata la sei Flying V, sciorinando fiumi di note fino alla “calma dopo la tempesta” segnata da un tappeto conclusivo di archi!

Non poteva dunque esserci ritorno più gradito se non quello di un’icona del rock mondiale qual’è appunto Mr. Schenker, che con il suo nuovo entusiasmante ‘Immortal’ scolpisce un tassello importante verso la sua “immortalità artistica”, tagliando l’ambizioso traguardo di mezzo secolo di musica, che lo ha visto autentico protagonista nell’evoluzione di un genere, del quale è stato ed è tutt’ora uno dei principali interpreti. L’età sembra non essere un problema per molti, se non solo dal punto di vista meramente anagrafico, e il buon Michael è l’esempio lampante dell’eccezione che conferna la regola! Quest’ennesima avventura MSG costituisce la summa di cinquant’anni di una carriera artistica come poche ce ne sono in circolazione, celebrata degnamente in compagnia di incredibili musicisti e di ospiti d’eccezione, tra tutti vanno sottolineate le prove magistrali di Ronnie Romero e di Ralf Scheepers, il vero valore aggiunto ai brani presenti secondo il sottoscritto. Il nostro amato Miki ha saputo celebrare in pompa magna questo suo importante anniversario, suggellando nell’”immortalità” anche questo nuovo arrembante full lenght!

Tracklist:

1) Drilled To Kill (feat. Ralf Scheepers)

2) Don’t Die On Me Now (feat. Joe Lynn Turner)

3) Knight Of The Dead (feat. Ronnie Romero)

4) After The Rain (feat. Michael Voss)

5) Devil’s Daughter (feat. Ralf Scheepers)

6) Sail The Darkness (feat. Ronnie Romero)

7) The Queen Of Thorns And Roses (feat. Michael Voss)

8) Come On Over (feat. Ronnie Romero)

9) Sangria Morte (feat. Joe Lynn Turner)

10) In Search Of Peace Of Mind (feat. Ronnie Romero, Gary Barden, Doogie White, Robin Mc Auley)

Lineup:

Michael Schenker: lead guitar & vocals

Ralf Scheeper, Joe Lynn Turner, Ronnie Romero, Michael Voss: lead vocals

Barry Sparks: bass

Steve Mann: guitar & keyboards

Bodo Schopf, Simon Phillips, Brian Tichy: drums

Guest:

Gary Barden: vocals

Robin McAuley: vocals

Doogie White: vocals

Derek Sherinian: keyboards

VOTO: 8,5/10

ANNO: 2021

GENERE: Hard Rock/Heavy Metal

ETICHETTA: Nuclear Blast Records

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