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Album 2026 Recensioni SOMMARIO

MODERN WOMAN – Johnny’s Dreamworld

MODERN WOMAN – Johnny’s Dreamworld
Anno 2026 – Voto: 8/10 * 

“Un tema fondamentale che ho sempre desiderato in Modern Woman è l’idea di elementi contrastanti, di tenero/aspro, rumoroso/silenzioso, grintoso/raffinato”. In queste parole della frontwoman Sophie Harris si riflette perfettamente il sound della band londinese Modern Woman, all’esordio discografico con il full lenght “Johnny’s Dreamworld”, pubblicato dalla label One Little Independent Records a inizio maggio.

Il gruppo nasce come creatura (ed iniziale progetto solista) della Harris, sviluppandosi musicalmente in band con il compositore David Denyer e l’aggregazione del bassista e sassofonista madrileno Juant Brint-Gutiérrez e del batterista Adam Blackhurst. Sophie è dotata di una voce splendida, curvata su una serie infinita di possibilità, dalle cadenze eccentriche di Siouxsie Sioux alla teatralità di Kate Bush o alle raffinatezze art pop di Björk. L’artista sa modulare sempre con ricercatezza le tonalità, che partendo dalla base soffici e liriche di folk e tradizioni popolari, hanno poi allargato nel tempo gli orizzonti verso una musicalità stratificata su costruzioni di riff vigorosi, inserti di violino e sax.

“Johnny’s Dreamworld” in particolare è nato da una lunga produzione che ha esaltato l’estetica sonora del gruppo in un album che trasforma alcuni connotati del rock contemporaneo attraverso una miscellanea di contrapposizioni spiazzanti, scandite dai testi autoprodotti dalla Harris che esplorano l’universo femminile, raccontato anche nei lati più perversi, dalla parte del colpevole (“Neptune Girl”) e dell’amante (“Dashboard Mary”), in ogni caso dalla parte di tutte le donne libere di essere e di agire, soprattutto di combattere.

La poetica dei Modern Woman si muove in spazi spesso onirici ma molto dettagliati, slegati dalla mondanità costrittiva e limitante nei confronti di una femminilità direzionata verso canoni prescelti. Questo album rivendica al contrario la volontà di sovvertirli tutti e di fare della vita di ogni donna un capolavoro di autoconsapevolezza e colpi di testa. La Harris si fa portavoce di una pluralità di anime in costante conflitto e perfettamente rappresentate in un caos di generi che nel disordine crea un nuovo equilibrio in cui una “donna moderna” può finalmente riconoscersi.

Non è un caso che la copertina dell’opera (un artwork della fotografa Sandra Ebert), sia ispirata alle serie “Girl Pictures” della fotografa Justine Kurland in cui veniva immortalata la spensierata irrequietezza di una giovinezza femminile in cerca di un’identità collettiva in cui ritrovarsi reciprocamente. “Johnny’s Dreamworld” inverte anche questo mito accartocciandolo sull’immagine di due ragazze che lottano perché anche quel diventare donne significa in realtà combattersi, o quantomeno considerare la complessità del processo che rimane tutto fuorché idilliaco.

La musica, di conseguenza, è altrettanto irrequieta e indisciplinata, prestando il fianco a un’impressione dissonante e difficile da metabolizzare. Eppure, ho la sensazione che proprio in questa complessità “Johnny’s Dreamworld” dimostri la sua verace autenticità, il coraggio di proporre qualcosa di stravolgente, ma rappresentativo di una situazione reale.

Tra ritmi nervosi, groove cangianti e momenti eterei, brani come “Killing A Dog” (dagli effluvi prog e jazz) e “Daniel” sprigionano tensioni emotive molto particolari, che in controtendenza con una direzione femminile votata al bene, risultano invece attratte dalla natura morta e da fantasie conturbanti. Del resto, perché privarsi di una componente creativa osteggiata dal perbenismo quando la stessa natura dell’oltremondo fornisce così floride ispirazioni all’arte?

L’opera riesce a far confluire tutto ciò che serve mostrando con coraggio la grande varietà che può scaturire da un lavoro concepito da una necessità di suonare autentica e libera dai freni del mercato.

Modern Woman si ritaglia così uno spazio importante per pregio ed audacia, specialmente in un panorama musicale che ha bisogno di ritrovare l’energia del rock, ma soprattutto di affidarsi alla creatività di proposte esuberanti pronte a rivitalizzare un modo di esprimersi al di fuori dagli schemi e i compromessi.

Line up – Sophie Harris: voce solista, chitarra; David Denyer: violino, chitarra, tastiere, sintetizzatore, effetti; Juan Brint-Gutiérrez: basso, sassofono; Adam Blackhurst: batteria, percussioni.

SCHEDA *

ARTISTA: Modern Woman

TITOLO: “Johnny’s Dreamworld”

ANNO: 2026

ETICHETTA: One Little Independent Records

GENERE: Art Rock

VOTO: 8/10

PAESE: Gran Bretagna

Tracklist

1) Johnny’s Dreamworld

2) Neptune Girl

3) Offerings

4) Killing A Dog

5) Daniel

6) Fork/Heart

7) Blessed Day

8) Dashboard Mary

9) The Garden

Online

Sito Ufficiale https://modernwoman.band/

Facebook https://www.facebook.com/modernwomanmusic/

Instagram https://www.instagram.com/modernw0man/

YouTube https://www.youtube.com/@modernwomanband/featured

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