

Anno 2025 – Voto: 8/10 * Picture by Simon Kallas
Il 12 settembre 2025 la label The Robot Needs Home Collective ha pubblicato “Notan”, il nuovo full lenght autoprodotto dalla compositrice e polistrumentista britannica Jo Quail. Ho scoperto questa talentuosa artista nell’album “Screamnasium” del supergruppo internazionale O.R.k., nel brano di chiusura del disco “Someone Waits” avvolto dalle pennellate del suo violoncello. Ricordo con piacere anche le parole di elogio spese dall’ensemble nei suoi confronti durante un’esibizione dal vivo a cui ero presente.
Ho voluto allora approfondire l’opera di questa musicista, scoprendo un mondo musicale raffinatissimo, un’esperienza immersiva in cui atmosfere floydiane incontrano l’avanguardia compositiva di Debussy e Stockausen; il tutto cosparso da una polvere di musica cosmica e fughe stellari.
Jo Quail è al suo settimo album in studio che giunge dopo l’ottimo EP “Invocation /Supplication” del 2023, che aveva forse spostato le attenzioni su aspetti mistici oltre che sinfonici. Con il concept “Notan”, l’artista riprende l’esplorazione musicale verso l’inedito, giocando stavolta con gli opposti armonizzandoli in spazi esotici e visionari. Prendendo ispirazione dal concetto giapponese di luce- oscurità, “Notan” ricalca una tecnica artistica orientale che usa la simmetria per far sposare la diversità, ma musicalmente si spinge addirittura oltre, comunicando all’anima un messaggio di amore e di pace universale.
Jo esprime in quest’opera tutto il suo estro suonando violoncello, violoncello elettrico, pianoforte e stratificando le registrazioni; una produzione tecnicamente sublime che condensa assieme alla sonorità più classica, i suoni ipnotici dello space rock psichedelico da cui nasce per esempio “Butterfly Dance”, brano dalle mille suggestioni (alcuni passaggi riportano alla mente la mitica “Time” dei Pink Floyd) a cui fa seguito l’articolatissima “Rex”, un pezzo che trasporta in una dimensione inquieta giocata sulle magie del violoncello. Dopo la struggente “A Leaf, And Then A Key”, il viaggio prosegue con “…Embrace”, brano dalle riflessioni più quiete, un acquarello con qualche attributo ambient e una melodia meditativa.


Spiccano anche le preziosità al piano di “First Rain”, quasi un interludio di respiro, prima di giungere alla bellezza estatica della conclusiva “KingFisher”, brano con alcune sfumature folk e celtiche, che personalmente mi configuro come un trionfo della naturalità, con i rami degli alberi protesi ad abbracciare la luce in un gioco di continui chiaroscuri che si dilatano attraverso tutto il disco.
Un album potente che va assaporato in ogni sillaba sonora per apprezzarne introspezioni, sogni, contenuti metafisici e seduzione. “Notan” è fra l’altro la prima parte di un progetto ambizioso che proseguirà con un nuovo capitolo, “Ianus”, che vedrà la luce questo autunno e che promette di continuare il percorso verso nuove esaltanti prospettive. Il lavoro di Jo Quail è un’autentica dichiarazione d’amore verso la musica che fra le sue dita eleva le proprie potenzialità, forte del background, ma rivelandosi anche in una veste nitida e perspicace nel presente, pronta a evolvere in sperimentazione futuribile, dinamica e sempre creativa.
SCHEDA *
ARTISTA: Jo Quail
TITOLO: “Notan”
ANNO: 2025
ETICHETTA: The Robots Need Home Collective
GENERE: Dark Prog/Ambient
VOTO: 8/10
PAESE: Gran Bretagna
Tracklist
1)Butterfly Dance
2) Rex
3) A Leaf, And Then A Key
4) … Embrace
5) First Rain
6) KingFisher
Online
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