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Album 2026 Recensioni SOMMARIO

MARTA DEL GRANDI – “Dream Life”

MARTA DEL GRANDI – Dream Life
Anno 2026 – Voto: 8,5/10 *
 Picture by Claudia Ferri

Il 30 gennaio segna il ritorno sulla scena discografica della cantautrice e polistrumentista milanese Marta Del Grandi. Artista dalla formazione cosmopolita e dalle traiettorie artistiche imprevedibili, Marta apre il 2026 con “Dream Life” (etichetta Fire Records), suo terzo album in studio, che segue a distanza di qualche anno l’acclamatissimo “Selva” che ci aveva portato in una pluralità di materia musicale, abilmente condensata in un disco dalla creatività superlativa e dalle molteplici contaminazioni.

“Dream Life” prosegue questa intensa ricerca sperimentale verso una dimensione ancora più consapevole in cui la musica, sempre slegata da ogni vincolo di genere e provenienza, riesce a accogliere anche un messaggio più esplicitamente politico e ad argomenti di natura sociale.

La lunga permanenza all’estero e il desiderio di confrontarsi con culture ed etnie diverse hanno determinato fin dagli esordi una musicalità straripante sempre pronta a stupire chi ascolta. Folk, dream pop, ambient, art rock? Tutta l’esperienza umana e artistica di Marta confluisce in questo imponderabile e misterioso viaggio che si nutre dell’incognito per avvicinarsi a una sostanza sonora ancora in divenire. L’arrangiamento, altro ambito cruciale di questa inchiesta errante, mette in gioco le potenzialità di vari strumenti, dalle tastiere ai sintetizzatori, passando per la delicatezza della chitarra acustica, l’artigianalità dei fiati e l’uso innovativo delle percussioni oltreché, naturalmente, della voce, il cui timbro brillante riesce a costituire una componente portante delle composizioni.

Non è un caso che anche il nuovo album risponda a questa urgenza di espandere i propri orizzonti, pur nascendo da una condizione di spaesamento generale, che però ha acceso nell’artista una riflessione attorno al tema del sogno che guida tutta l’opera. Tra sonnambulismo, viaggi astrali e dormiveglia, la realtà si interseca in una fantasia di sfaccettature, a volte giocose, a volte meditative. Il sogno diluisce i confini, li rende indistinguibili e offre così un terreno fertile su cui posare in maniera più o meno allusiva speranze concrete e temi di attualità.

Dal mondo dei “forse” nasce quindi “You Could Perhaps”, dopodiché la title track “Dream Life”, sembra volerci cullare con dolcezza proprio in quella linea confusa tra la realtà quotidiana e i nostri sogni, in quello spazio sconfinato in cui tutto può accadere e che diventa così una risposta a un futuro incerto, sconfitto dalla leggerezza di una fantasia che ci può trasportare facilmente in un’altra dimensione dove poter riscrivere la nostra storia.

Picture by Claudia Ferri

Il filo conduttore di questo brano percorre tutto il disco attraverso dieci perle, ciascuna con un universo da raccontare: dagli intrecci synth wave / funky di “Antarctica”, alla sublime miscellanea di “Alpha Centauri”, colorata da fiati 70’s, nella quale Marta ritorna con nostalgia ai tempi dell’adolescenza, dove tutto brillava di una fragile euforia. Il viaggio prosegue con la delicata “Shoe Shaped Cloud” che porta in sé qualche reminiscenza Radiohead, di cui Marta riprende senz’altro l’intento esplorativo della musica, mentre “Oh My Father”, dedicata al padre, esplora con grande sensibilità le relazioni umane, di cui sicuramente quella con i propri cari è considerabile quasi una versione estrema. “Neon Lights” è probabilmente il brano più intricato dal punto di vista compositivo, con le sue trame policrome e quasi teatrali che spaziano nella psichedelia; un pezzo articolato e complesso, con scale e sensazioni acrobatiche, che non sfigurerebbe in un album prog. Eppure, si fa fatica a trovare un pezzo che non porti avanti questa ricerca meticolosa sul suono, fra la strumentale d’atmosfera di “Gold Mine”, la poetica “20 Days of Summer” o le sfumature di “Some Days” nella quale Marta duetta con Fenne Kuppens degli Whispering Sons.

Se il buongiorno si vede dal mattino, questo 2026 nasce musicalmente sotto i migliori auspici, grazie ad un disco che brilla di luce propria in un macrocosmo come quello della musica d’autore indipendente. Marta Del Grandi si conferma più che mai ispirata nel suo appassionato percorso di scoperta, prestandosi al suono contemporaneo pur senza cedere alla superficialità. Il suo lavoro scava in profondità nel pop riportando alla luce un’inedita varietà di armonie, cantate con una voce decisa che è ormai tra le più distintive del panorama musicale italiano e non solo.

Line up – Marta Del Grandi: voce, sintetizzatori, chitarre, programmazione; Fenne Kuppens: voce in “Some Days”; Artan Buleshkaj: chitarre; Kobe Boon: basso; Simon Raman: batteria, percussioni; Heleen Andriessen: pianoforte in “Dream Life”; Benjamin Herman: sassofono baritono, contralto; Frederick Heirman: tuba tenore, trombone; Bert Vliegen: sintetizzatori, programmazione aggiuntiva.

SCHEDA *

ARTISTA: Marta Del Grandi

TITOLO: “Dream Life”

ANNO: 2026

ETICHETTA: Fire Records

GENERE: Pop/Indie /Jazz

VOTO: 8,5/10

PAESE: Italia

Tracklist

1) You Could Perhaps

2) Dream Life

3) Antarctica

4) 20 Days of Summer

5) Alpha Centauri

6) Shoe Shaped Cloud

7) Neon Lights

8) Gold Mine

9) Some Days (feat. Fenne Kuppens)

10) Oh, My Father

Online

Info https://www.firerecords.com/artists/marta-del-grandi/

Facebook https://www.facebook.com/martarosamusic/?locale=it _IT

Instagram https://www.instagram.com/martadelgrandi/

YouTube https://www.youtube.com/channel/UCSdL4RF6HcOEja0uPgdzzDQ

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